LA REGOLA È NELL’ECCEZIONE

L’affermazione che Hitler avrebbe distrutto la cultura tedesca non è che un trucco reclamistico di coloro che vorrebbero ricostruirla dai loro telefoni d’ufficio … Chi vuol lottare contro il fascismo culturale, deve cominciare con Weimar (T. W. Adorno, 1944, Minima moralia).

La scorsa settimana il Presidente della Camera Fini ha ricordato, al cospetto degli ebrei italiani convenuti nella prestigiosa Sinagoga romana, il ruolo che i loro predecessori ebbero nel processo di formazione dello Stato Unitario Italiano. Ciò che mi ha colpito è l’uso davvero spropositato che l’ex delfino di Almirante, e ora icona dei progressisti (ovviamente solo perché può creare seri problemi al Satrapo di Arcore), ha fatto della locuzione Male Assoluto. Coda di paglia? Assai probabile. E soprattutto, di che Male Assoluto si tratta? Di qui, la breve riflessione che segue.

Il male assoluto non è il Nazismo che ha programmato la scientifica eliminazione degli ebrei residenti in Europa (prima pensando di confinarli nel Madagascar, poi inviandoli anzitempo al loro Padre: com’è noto, i nazisti amavano velocizzare i processi…), ma la società che lo ha generato dalle sue viscere, e che lo ha partorito con parto spontaneo, ancorchè assai doloroso.

Questa società, la società Occidentale della scienza e della tecnica (al servizio degli interessi economici dominanti, beninteso), non solo non è riuscita a liquidare i secolari pregiudizi a carico degli individui bollati con lo stigma di persone moralmente ed eticamente abiette (a iniziare, ovviamente, dagli «sporchi giudei»), o di socialmente perniciose (come sopra), ma li ha dotati di una carica emotiva e di una strumentazione tecnologica tali, da rendere appunto possibile lo sterminio industriale delle persone. (Nella fattispecie, sterminio razionalmente pianificato sulla base della tecnologia informatica offerta dalla IBM). Dai al pregiudizio medievale la scienza moderna, e l’inferno su questa terra è assicurato!

Come già intuivano i filosofi più profondi d’ogni tempo, nell’evento eccezionale si manifesta la vera natura della normalità: la regola è nell’eccezione. Le crisi sociali devastanti, come quelle che sconvolsero la Germania a partire dal 1918, non fanno che adeguare la sostanza – disumana – della cosa alla sua forma più pura. Relativizzo l’Olocausto? No, ne assolutizzo piuttosto le radici lontane e vicine. Fin troppo vicine.

Viviamo tranquille giornate camminando sopra una sottilissima lastra di magma solidificato. Inutile dire che cosa ribolle sotto. Questa condizione disumana, capace davvero di tutto, io la chiamo male assoluto.

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