LA STRAORDINARIA SCOPERTA DI UN PALEO-

Dunque Valentino ha finalmente Parlato. E dal suo inusitato Verbo siamo venuti a conoscenza di una verità davvero sconvolgente, abissale, scandalosa. Questa: a differenza di quanto avevamo appreso all’Università, accanto ai tre canonici poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), pulsa malignamente nella società (italiana? mondiale?) un quarto e ben più assoluto potere: il potere demoniaco del denaro. Davvero rimaniamo sconvolti al cospetto di cotanta scoperta, ci assale come un senso di vertigine. E solo oggi comprendiamo meglio lo zelo “riformatore” della Gelmini: se il livello culturale delle nostre Agenzie Formative è questo, tanto vale chiuderle!

Il potere pervasivo e corruttivo del denaro, dunque. Ecco perché, continua chi ci ha Parlato dal Manifesto del 18 febbraio 2011, bisognerebbe conferire una medaglia al Coraggio a quei politici (il Presidentissimo Fini, in primis) e a quei magistrati (l’allusione è fin troppo scoperta) che quel Potere osano sfidare apertamente, sventolando la Sacra bandiera della Legalità e della Giustizia.

Il mio discorso apparirà forse come «paleo marxista», aggiunge il fondatore del «giornale comunista» (sento le umide ossa di Marx fremere e agitarsi nella fossa londinese: ancora non sanno che il Manifesto del 1848 è andato a… puttane. Anch’esso!), ma le cose stanno proprio così. E dobbiamo reagire, perché il potere dei soldi sta ingoiando la democrazia. Discorso «paleo marxista»? No, se mai esso suona come paleo costituzionalista, analogamente al rancido discorso di tutti quelli che intendono difendere «la Repubblica nata dalla Resistenza» e la «Costituzione più bella del mondo – gran senso estetico, bisogna dirlo.

Una volta quelli del Manifesto pregavano i Sacri Numi del «socialismo dal volto umano» di non farli morire democristiani (la DC, da De Gasperi in giù, trattata alla stregua di un covo di «servi sciocchi degli americani e dei padroni», nonché di corrotti e di mafiosi,); durante l’ascesa politica di Craxi, nella seconda metà degli anni Ottanta, li implorarono di non farli morire craxiani (il «decisionismo craxiano» tacciato ridicolmente di «fascismo»), e oggi li supplicano, con la bava moralistica alla bocca, di non farli morire berlusconiani. Ma questi personaggi non farebbero prima a morire, semplicemente?

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