LEI È UN ETICHINO, S’INFORMI!

Ieri, come ogni giorno che il Padre Eterno manda sul Grande Bene Comune chiamato Terra, mi sono girato a guardare le curvilinee grazie di una giovane donna. È un’abitudine politicamente scorretta che non sono riuscito a emendare, nonostante robuste letture femministe.

Mentre indugiavo, in religioso silenzio, quasi in raccoglimento, in profonde considerazioni sopra l’intima bellezza della Cosa freudiana, dietro le mie spalle sento gracchiare qualcosa da qualcuno: «Ecco un altro Berlusca! Tutti in galera vi manderei!» Si trattava di un giovinastro dal corpo simil-Saviano, con tanto di indignata pelata d’ordinanza (la mia è più del tipo critico-incazzata: la forma è sostanza delle cose, cribbio!)

Ripresomi dall’assalto etico, e contrariato per l’interruzione della penetrante, ancorché autoreferenziale, considerazione estetica, me ne sono uscito, con Totò, in un: «Lei è un cretino, s’informi!», per poi aggiungere, con Freud (trattasi in realtà di una traduzione dal Siciliano, ma il concetto, grossomodo, è quello): «Ciò che ripugna come estraneo è fin troppo familiare».

Avrò magari commesso un peccatuccio dinanzi a Nostro Signore (qui evocato in quanto Padre, non come Figlio unto e profumato da Maria di Betania, involontaria ispiratrice della tragica indignazione di Giuda), colpevole peraltro di aver lavorato fin troppo bene con la costola di Adamo; avrò sicuramente indugiato troppo sul corpo della donna, senza alcun rispetto per la sua intelligenza e per la sua sensibilità (qualità peraltro occulte, prima facie). Ma la prigione per una simile debolezza umana mi sembra francamente eccessiva.

O no? Dite che è tempo di eccedere in Legge e Ordine, dopo anni di irresponsabile lassismo? Dite che è venuto il momento di raddrizzare ogni singolo albero storto? Dite che la Patria, in tempi di grave crisi economica, ha bisogno di cittadini seri e onesti fino al buco del culo (sempre con rispetto parlando)?

No caro Silvio, l’Italia non è «un Paese di merda» (i miei patriottici connazionali stiano pur tranquilli!): è la società – non solo quella italiana, beninteso – a sprizzare cacca da ogni poro. Certo, cacca, anche sotto forma di indignazione etica. Ringrazio il simil-Saviano per avermelo ricordato.

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