FOLGORATO SULLA VIA DI GIOVANARDI. OVVERO: PAURA E DELIRIO A WALL STREET

 

CESARE LOMBROSO, NON INDURMI IN TENTAZIONI CRIMINOLOGICHE!

«Ci sono pubblicazioni che collegano il crack di New York all’abuso di droga. Allarmi seri da prendere in considerazione. Gli operatori di borsa dovrebbero essere controllati: faremo degli approfondimenti, magari in collaborazione con Borsa Italiana e anche con la Consob, con cui potremmo discutere su come effettuare i test antidroga. Persone con grande responsabilità a cui vengono affidati i nostri soldi devono avere doti di equilibrio. Dubito che un risparmiatore voglia affidare i suoi soldi a un trader drogato o alcolizzato Non si possono ignorare – conclude Giovanardi – i numerosi studi e l’allarme molto serio di numerosi studiosi di spessore internazionale. Intendiamoci, la droga non è la causa delle oscillazioni di Borsa, ma sicuramente una concausa».
Questa è la sobria dichiarazione rilasciata dall’ineffabile sottosegretario Carlo Giovanardi il 10 ottobre scorso a Klaus Davi (KlausCondicio).

Che dire? Davvero una pietra miliare nel progresso del pensiero scientifico. Sicuramente paragonabile all’opinione espressa nella prima metà degli anni Ottanta da Papa Woytila, secondo la quale l’AIDS si spiegava innanzitutto con la Misericordiosa punizione che il Padre Eterno decise di somministrare a quanti osavano sfidare le Sacre Leggi della Morale e della Decenza. L’AIDS come castigo divino: l’Antico Testamento non si lascia archiviare tanto facilmente!

Ecco adesso il democristianone svelarci «una concausa» della crisi finanziaria che tiene col fiato sospeso famiglie, investitori, governi, nazioni. Il premio Nobel per l’economia è già stato assegnato: che peccato! L’italico stivale avrebbe ben meritato quell’ambito riconoscimento internazionale, tanto più dopo i misfatti di Berlusconi, l’invidiato Statista della Gnocca (Giovanardi preferisce gli gnocchi, e si intuisce pure perché).
Altro che caduta tendenziale del saggio del profitto, sofferenza nel processo di accumulazione capitalistico e vitale bisogno di pingui profitti da parte dei detentori di capitale: nulla di tutto questo!
Drogato non è il sistema sociale capitalistico tout court, sempre più ossessionato e stregato dalla forma-merce e dalla forma-denaro, ma lo Gnomo dell’Alta Finanza che si nutre di caviale alla cocaina e tracanna whisky direttamente dalla bottiglia. Ah, come tutto ora mi appare più chiaro!

Dunque, anni consumati a compulsare inutilmente Marx e Grossmann. Mentre i miei amici dell’Alta Finanza si deliziavano con le note sostanze, io cercavo la Verità nei Sacri Libri dell’Avvinazzato di Treviri (ecco i frutti di una vita sregolata, Carletto: essere messi alla berlina dal primo Giovanardi che passa!): mi sento mortificato, defraudato, al limite anche un po’ indignato. Eppure qualcosa intuivo, e lo dimostra con solare evidenza il mio amore per Paura e delirio a Wall Street, pardon, a Las Vegas.

(A proposito di «Wall Street e altre case da gioco», ecco quanto scriveva nel 1998 Susan Strange nel suo interessante Denaro impazzito: «Avidità e paura rappresentano le due emozioni umane più evidenti nel comportamento quotidiano del sistema finanziario internazionale. Gli operatori da un lato, per avidità, sono disposti a correre rischi eccessivi sia per quanto riguarda i fondi di loro proprietà che, più spesso, i fondi altrui; dall’altro, vengono sopraffatti dalla paura di non riuscire a controllare i rischi eccessivi che si sono assunti. Nella disperata fretta di sfuggire alle conseguenze della propria avidità, possono innescare una reazione a catena». Chi, nella società basata sul profitto, non è «avido» scagli la prima pietra!).

Ringrazio il viceministro per aver dato sostanza teorica alla mia intuizione. A proposito di sostanza: datemi subito il menù delle droghe: voglio recuperare il tempo perduto!

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