IL BRUTTO DEL BELLO

Vidi per la prima volta Lucio Magri in un comizio molto “sinistrorso” che si tenne nel ’77 nella mia città. La cosa che subito mi colpì fu la grande bellezza di quest’uomo, soprattutto gli occhi e il coloro della pelle. Più tardi con gli amici, pardon: con i compagni, ironizzammo sull’ineguale distribuzione della bellezza nel capitalismo. Reso omaggio alla bellezza di Magri, e detto che la goccia di cicuta viene sempre a cadere su un vaso ricolmo di veleno (la politicizzazione della sua dipartita la lascio volentieri a Valentino Parlato, che non ha sciupato l’occasione per dire le solite fregnacce progressiste), veniamo, molto brevemente, al brutto.

Addavenì!

Il brutto è rappresentato dal pensiero politico di Magri, interamente radicato nella storia del «comunismo italiano», ossia nella versione italiana dello Stalinismo Internazionale. Non a caso nel suo ultimo saggio, Il sarto di Ulm. Una possibile storia del PCI(2009), egli ricostruisce, a ragione, la storia del PCI non a patire dal 1921, anno di nascita del PCd’I largamente egemonizzato dal gruppo di ex giovani socialisti che aveva in Amadeo Bordiga il suo leader, ma dalla cosiddetta «svolta di Salerno», che permise al PCI di costituire un fattore importante di coesione nazionale nel momento in cui il Paese fece uno dei suoi abituali e famigerati (per le altre Potenze) «giri di valzer», schierandosi con le Potenze Alleate. Scrivo «a ragione» perché nel 1921, pur con tutti i limiti teorici e politici, si diede effettivamente la possibilità di un Partito autenticamente comunista nel nostro Paese, mentre nel 1944 Palmiro Togliatti guidava un partito che di comunista aveva solo il nome. Tra l’altro, è anche in grazia di questa abissale discrepanza tra cosa e nome che preferisco non definirmi comunista: “comunista” era, invece, Lucio Magri. Chiudo la parentesi.

La continuazione della guerra imperialista con altri mezzi (la Resistenza) nel contesto delle nuove alleanze e dei nuovi equilibri internazionali postbellici stabiliti dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, ebbe nel «Partito nuovo» di Togliatti forse il suo più importante “coefficiente” politico-organizzativo. L’epopea resistenziale, non a caso coltivata soprattutto dal PCI e rivendicata da Magri come l’evento che fa del «comunismo italiano» un’esperienza originale nell’ambito del «Movimento Comunista Internazionale», cela il vero significato della cosiddetta «guerra di liberazione», la quale per un verso registrò il dato di fatto della strapotenza dei due imperialismi vincenti (USA e URSS; Inghilterra e Francia, di fatto, uscirono dal conflitto mondiale come Potenze sconfitte), e per altro verso rappresentò per l’Italia la sola via d’uscita per evitare un finale di partita quale toccò in sorte alla Germania e al Giappone.

Lucio Magri rimase sempre ancorato a una storia politica tutt’altro che comunista e rivoluzionaria, anche quando criticò «da sinistra» (da Pechino, per così dire) il PCI e l’Unione Sovietica, per fondare Il Manifesto. Il fatto che molti militanti del PCI abbiano dovuto aspettare i fatti polacchi e ungheresi degli anni Cinquanta per scoprire che in Unione Sovietica qualcosa fosse andato storto, la dice lunga sulla loro concezione del «comunismo». Ecco perché non si può accusare Magri di contraddizione rinfacciandogli la decisione di rientrare nel PCI dopo la morte di Berlinguer: chi si collocava a «sinistra» di questo Partito in fondo si limitava a rivendicare un «ritorno alle origini» (al «Genoma Gramsci», come lo chiamava Magri, e all’epopea «Nazional-Popolare» della Resistenza). Se non è zuppa, è pan bagnato!

Annunci

3 thoughts on “IL BRUTTO DEL BELLO

  1. Pingback: FOLGORATO SULLA VIA DI FERRARA E PANNELLA | Sebastiano Isaia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...