CARLO, CROLLA IL CAPANNONE, NON IL CAPITALISMO!

Qualcuno in Alto Loco avverti il vecchio trincatore e sciupa cameriere di Treviri che in Italia non è crollato il Capitalismo, ma che sono venuti giù alcuni capannoni industriali. Che non c’è stata la Rivoluzione Sociale, ma il terremoto. Che le vittime sono gli operai, non i rapporti sociali di produzione capitalistici. «Ma quello continua a bere!» Vogliamo forse vietargli un po’ di Sacro lenitivo?

Ma ecco giungere da queste parti un losco e brutto figuro. Dice di chiamarsi Gad Lerner. E che dice? «Possibile che strutture di costruzione recente, in zone di elevato reddito e di antica tradizione manifatturiera, rivelino una tale fragilità? Possibile che i luoghi di lavoro si rivelino ancora una volta soggetti a rischio nonostante si tratti di opere realizzate da poco? La calamità naturale e l’insensibilità sociale ancora una volta si intrecciano sul territorio italiano». La Sacra Legge del Profitto presso taluni buoni di spirito si chiama dunque «insensibilità sociale»? «Chi è questo sicofante della borghesia?», tuona l’olimpico Carletto, mentre congeda Rousseau, ancora gasato dal successo ottenuto su Voltaire a proposito del terremoto di Lisbona (correva l’anno di disgrazia 1755). Qualcuno in Altissimo Loco avverti l’Avvinazzato che, nonostante tutto, la sua fottutissima anima continua a saperla più lunga di tutti i socialmente sensibili di questo mondo. Così almeno si calma!

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