E LA CHIAMANO ESTATE… ANTI-IMPERIALISTA!

La tesi secondo la quale il peggio è adesso, e non smette di peggiorare, trova quotidiane conferme, spesso sotto forma di delirio pseudo rivoluzionario e pseudo antimperialista. Un esempio fresco di giornata? Ho appena letto la spassosa intervista «al compagno Uuday Ramadan» pubblicata ieri da Comunismo comunitario. Chi è Uuday Ramadan? «È un compagno impegnato, ormai da moltissimo tempo, a contrastare le menzogne imperialistiche contro la Siria e i movimenti anti-imperialisti nell’area Medio Orientale. Inizialmente è stato un oppositore di sinistra al governo Assad, tanto che dovette uscire dalla Siria nel 1983. Ha militato nel Partito comunista libanese e ha partecipato alla lotta armata in Libano. Dal 1986 è in Italia, dove ha aderito, negli ultimi anni, al Partito dei comunisti italiani».

Quest’ultimo particolare spiega, tra l’altro, «il tifo per Assad» di Diliberto svelato dai Syria Files di WikiLeaks pubblicati da L’Espresso: «I 2.434.899 documenti sulla dittatura di Damasco rilasciati da WikiLeaks, che L’Espresso pubblica in esclusiva per l’Italia dimostrano i contatti cordiali tra le due organizzazioni partitiche (il cosiddetto Partico Comunista Siriano e l’analogo Partito di Diliberto), rapporti che non si guastano né sembrano diventare problematici neppure quando ormai la Siria è sprofondata in una guerra civile. Il partito comunista siriano è uno dei pochi ammessi a Damasco, perché fa parte del Fronte nazionale progressista che sostiene la dittatura. Anche quando esplode la rivolta popolare, grida alla cospirazione imperialista e manda mail ai movimenti marxisti di tutto il mondo» (Blog L’Espresso, Stefania Maurizi, 11 luglio 2012).

Conoscendo praticamente da sempre lo stalinismo italiano, la “scoperta” di WikiLeaks per il sottoscritto ha avuto unicamente il significato di una mera conferma. Come risulta sempre dai Syria Files, anche gli stalinisti basati in Spagna si fanno onore e tengono ben alta la bandiera dell’antimperialismo e della lotta di classe (si fa per scherzare, per ridere: non vorrei che la zanzara che cerca di infilzarmi non capisse la cosa. Nemmeno la nemica zanzara deve dubitare!): «La comunicazione più grottesca viene dai giovani comunisti spagnoli, che scrivendo alla controparte siriana spiegano: “vogliamo sapere della situazione delle ‘proteste’ nel vostro paese. Non possiamo fidarci dell’informazione dei mass media spagnoli e vogliamo avere qualche informazione fidata su questi fatti”. Da Damasco rispondono: stiamo lavorando alla traduzione del comunicato del comitato centrale del partito comunista siriano, lo invieremo appena pronto. E da Madrid ringraziano: “Saluti rivoluzionari!”». I “compagni” italiani e spagnoli non si fidano, a ragione, dei massmedia occidentali, e tuttavia concedono la loro incondizionata fiducia ai reazionari, ai macellai, agli oppressori, agli imperialisti (più o meno regionali e “straccioni)  e agli sfruttatori del Sud e dell’Est del mondo.

MORIRE PER IL MACELLAIO DI DAMASCO?

Questi personaggi conoscono un solo modo di combattere l’imperialismo occidentale: sostenere l’imperialismo che lo contrasta, e celano questa miserabile politica dietro il ridicolo paravento del «sostegno ai popoli». No, essi sostengono gli Stati e le fazioni dei paesi dell’Ovest, del Sud e dell’Est del pianeta che contingentemente confliggono con l’Occidente. E l’«autonomia di classe», sul piano della teoria e della prassi? Roba per dottrinari, com’è appunto il sottoscritto. Dottrinario e oggettivamente (ma forse WikiLeaks domani svelerà retroscena più soggettivi…) servo sciocco dell’Occidente. E poi, il mio cognome è fin troppo sospetto: Isaia! Qui il Sionismo ci cova…

Nessuno riuscirà a convincere i “compagni” italiani e spagnoli che contro-informare significa mettere a nudo tutti gli interessi in gioco, di tutti i paesi e di tutte le fazioni (in Siria Assad e gli anti-Assad) coinvolti nello scontro. Condividere poi la tesi del «compagno Uuday Ramadan» secondo la quale «La difesa dei lavoratori italiana passa per la difesa della Siria e del legittimo governo di Assad» è qualcosa che da sola rende giustizia del mio «settarismo anticomunista e antimarxista», per riprendere il generoso giudizio di un mio lettore. Comunista io? Ma comunista sarà lei! Come «il compagno Uuday Ramadan» e «il compagno Diliberto», campioni «della lotta per l’emancipazione e la liberazione umana».

Sul carattere “antimperialista” e “popolare” della politica interna ed estera siriana rimando a due miei precedenti post: Siria: un minimo sindacale di “internazionalismo”, e Primavere, complotti e mosche cocchiere. Siria e dintorni.

2 pensieri su “E LA CHIAMANO ESTATE… ANTI-IMPERIALISTA!

  1. Ottimo articolo. Tutto vero, come da analisi e metodo. Mi fa molto piacere che esistano ancora dei marxisti, quelli veri. Saluti rossi compagno!

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