COSA CI DICE LA SIRIA

Mentre scrivo Damasco brucia. Ancora qualche giorno fa il macellaio Assad, legittimo erede di un padre massacratore di siriani e di palestinesi (soprattutto quelli non inclini a fungere da servi sciocchi degli interessi di potenza regionale della Siria, anche per conto dell’imperialismo Russo), giurava che i «traditori» dell’Esercito Siriano Libero non sarebbero mai entrati nella capitale. Ieri la Russia e la Cina hanno posto il veto sulla risoluzione onusiana contro il regime di Damasco, a dimostrazione della reale natura politica delle Nazioni Unite, un organismo internazionale che rispecchia i rapporti di potenza fra le maggiori nazioni del pianeta, in parte cristallizzando la situazione venuta fuori dal secondo macello mondiale. Per questo ho sempre messo in guardia i pacifisti dal cullare illusioni circa la funzione “umanitaria” di quell’organizzazione transnazionale, la cui esistenza si è dipanata, e non poteva non dipanarsi, interamente nel seno della contesa imperialistica mondiale, come strumento politico-ideologico delle potenze e appunto come espressione dei loro interessi e della loro forza.

Mentre per la Russia di Putin la Siria rappresenta il suo ultimo avamposto nel Mediterraneo, anche a memento di un glorioso passato imperialistico, per la Cina il problema siriano si pone in termini più complessi, legati soprattutto al suo dinamismo economico-politico in un’area particolarmente “calda” del pianeta, nonché ricca di quelle materie prime di cui il vorace Capitalismo cinese ha assoluto bisogno per sostenere i suoi necessariamente alti ritmi di accumulazione. Pechino vede ogni perturbazione internazionale come un potenziale fattore di squilibrio di quello status quo geopolitico che ha garantito alla Cina decenni di successi economici e politici. Ma il regime cinese ha negli anni dimostrato anche un notevole tasso di spregiudicatezza politica, che gli ha permesso di incunearsi nelle crepe apertesi sulla crosta del vecchio ordine mondiale.

Il cosiddetto Esercito Siriano Libero è foraggiato finanziariamente e militarmente soprattutto dalla Turchia e dall’Arabia Saudita, che giocano, come sempre, una doppia partita: una per conto dell’Occidente (Stati Uniti, in primis) e una per proprio conto, per conseguire obiettivi economici e politici fin troppo evidenti, e che hanno nell’Iran il loro punto di passaggio più delicato. La dialettica fra sciismo e sunnismo ha senso solo se inquadrata all’interno di questo schema.

Insomma, analogamente alla cosiddetta Primavera Araba, la guerra che si combatte oggi in Siria ha un segno interamente negativo per le masse subalterne di quel Paese, come per le masse arabe in generale, le quali versano sangue – e patiscono fame e oppressione – per conto di forze, nazionali e transnazionali, che sono nemiche dell’umanità e della libertà. In questo scontro esse non hanno nulla da guadagnare, mentre rischiano tutti i giorni di perdere anche la “nuda vita”. Ecco cosa accade alla massa degli sfruttati quando non hanno la coscienza e la forza di porsi come classe, ossia come un soggetto attivo di storia, e non come strumenti passivi di una storia scritta, con l’inchiostro rosso-sangue, dalle classi dominanti, non raramente divise in fazioni che si disputano il controllo di un Paese o di un’area geopolitica.

Ecco perché mi fanno ribrezzo, letteralmente, le posizioni di certi “antimperialisti” occidentali, i quali non conoscono altra “politica di classe” che quella di schierarsi dalla parte di una delle fazioni nazionali e transnazionali in lotta per il potere (chi per mantenerlo, chi per consolidarlo, chi per conquistarlo).  Oggi queste losche figure appoggiano “tatticamente” (sic!) Assad, la Russia e la Cina esattamente come ieri e l’altro ieri gli “antimperialisti” e gli “amici della pace” appoggiavano la Russia stalinista e la Cina maoista – entrando nel panico quando i “compagni” del «socialismo reale» si sparavano addosso lungo il confine russo-cinese, o per interposto esercito in Vietnam e Cambogia.

Guardare in faccia l’attuale impotenza delle masse subalterne, a Nord come a Sud, a Ovest come a Est, in guerra come nella crisi economica, versando lacrime e sangue reali o solo metaforici (almeno per adesso…), senza nascondere dietro consolatorie – e miserabili –  ideologie la cattiva realtà, rappresenta il primo passo verso la possibile resistenza nei confronti di rapporti sociali che ci dichiarano guerra tutti i santi giorni. Geopolitica e disumanizzazione della condizione “umana” sono le facce della stessa medaglia.

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12 thoughts on “COSA CI DICE LA SIRIA

  1. Condivido al 100% il tuo commento. Resistere a logiche capitalistiche, ai rapporti sociali come dici tu, guardando in faccia la realtà, è la prima fase dello scontro fra classi, è adoperare ‘l’arma della critica’, anche se inizierei già seriamente a pensare alla seconda, almeno con intenti davvero ‘resistenziali’ questa volta, che in questa situazione d’assefuazione pressochè generale all’ideologia dominante, ora che rinasce il soggetto politico rivoluzionario, la ‘quinta internazionale’, o quello che ti pare, l’avanguardia del proletariato sarà già stata messa in condizione di non essere davvero più ascoltata… E un essere mosso solo dalla pancia si sa che non fa molta strada, come anche questa guerra civile siriana insegna…
    Rimarrà pur sempre il nostro ‘partito storico’, è vero… ma che rabbia ritrovarsi a certi appuntamenti della storia ancora così malmessi…
    Saluti sempre comunisti! Alessio

    • Grazie per il commento, Alessio. Molta rabbia, non c’è dubbio. Si tratta di fare precipitare il “Partito Storico” sul terreno della prassi nella Società-Mondo del XXI secolo. Lo so: più facile a dirsi che a farsi, né tutto dipende solo da noi – magari! E per fortuna! Ma l’eccezionale, e forse impossibile (chi ha la sfera magica dei futurologi la tiri subito fuori!), sfida dà gioia anche alla rabbia. Ciao!

      • Si tratta di fare precipitare il concetto stesso di “Partito Storico” (specie quello scritto con le maiuscole) nella prima tazza del wc che ci troviamo a portata di mano.

        La sola cosa a cui dobbiamo restare fedeli è la grande acquisizione che il nostro è insieme un tempo di saccheggio e di cesura radicale.

        La cesura ci informa che purtroppo (io preferisco dire: fortunatamente) siamo soli nel bel mezzo della storia – senza genitori e tuttavia col gravoso compito di partorire figli belli. La fortuna è che nulla può vietarci di saccheggiare qualsiasi strumento che la risacca della stessa storia ha depositato in questa spiaggia desolata, per usarlo o per farlo a pezzi, o per usarlo per poi farlo a pezzi. In ogni caso per cominciare a metterci all’opera. Da zero.

  2. Pingback: LA QUESTIONE SIRIANA E LA MALATTIA SENILE DEL TERZOMONDISMO | Sebastiano Isaia

  3. desidero confutare quanto da Lei scritto:
    Il cosiddetto Esercito Siriano Libero è foraggiato finanziariamente e militarmente soprattutto dalla Turchia e dall’Arabia Saudita, che giocano, come sempre, una doppia partita: una per conto dell’Occidente (Stati Uniti, in primis) e una per proprio conto, per conseguire obiettivi economici e politici fin troppo evidenti. replico dicendo che la turchia alleata USA-ISRAELIANA ma da quando la turchia foraggia la Siria?Anzi la osteggia per questione di allargamento territoriale
    rispondo in merito:

    replico:
    ma da quando

  4. Desidererei conoscere quanto spazio ho a disposizione x difendere la RUSSIA del grande nuovo ZAR laureato e membro accademico di molte universita’ grande cristiano osservante se poi lei mette il cristianesimo ortodosso di seconda scelta rispetto al cattolicesimo o all’ebraismo?Oggi la Russia e’ una realta’ cacciati gli ebrei oligarchi che hanno rubato a mani piene miliardi di dollari svendendo il petrol barrel e facendosi accreditare le somme in Banche compiacenti in UK USA ed ISRAELE (GAZPROM)Oggi la Russia e’ ritornata piu’ grande e forte

  5. Esiste un forte movimento opinionista per la Russia di Vladimir Putin non solo nella euro-asiatica ma anche nella U.E. a tutto diritto sia geografico che meritocratico..in merito alla BIELLORUSSIA il sogno USA ISRAELE-OLIGARCHI e’ caduto e oggi fa aprte dell’euro-asia
    e da mie informazioni locali dell’Ucraina non sarei tanto sicuro come Lei che desideri ancora entrare nella U.E. ma pensa di ritornare dalla Madre Russia,in particolare modo oggi dato il potere economico meritocraticamente guadagnato nel campo della globalizzazione

  6. oGGI PER LA SIRIA SI SONO SVELATE LE CARTE DELL’ASSE USA TURCO ARABIA SAUDITA CONTRO ASSAD E LE MILIZIE CRISTIANE SIRIANE ED ESERCITO REGOLARE CACCIANDO I TERRORISTI MERCENARI PAGATI E INVIATI DA NOI OCCIDENTALI PER TOGLIERE L’AVVAMPOSTO NEL MEDITERRANEO A PUTIN………LA RUSSIA LA CINA L’INDIA LA KOREA SONO SOLIDALI CON LA RUSSIA
    TUTTI HANNO INTERESSE DI PACE NEL MEDITERRANEO PER IL COMMERCIO E BUSINESS.sOLAMENTE LA TURCHIA HA PERSO MILIARDI DI EURO PER ESPORTAZIONI VERSOLA SIRIA.ORA IL PROBLEMA E’ L’ISIS SEMPRE CREATURA OCCIDENTALE ALLE PORTE DELLA SICILIA IN LIBIA….BASI NAVALI ED AEREE A CIPRO PER LA RUSSIA?TEMPI DURI PER L’ISIS SE LA RUSSIA INTERVENISSE CON LA GIORDANIA EGITTO CONTRO IL TERRORISMO DEL MEDITERRANEO.TEMPI DURI PER I FACENDIERI ARABIA SAUDITA YEMEN QATAR TURCHIA(SOMOSSE ANTI TERRORISMO) E CROLLO DEL PRES. OBAMA(MUSULMANO) RITORNO DI UN REPUBBLICANO (CRISTIANO)AL POTERE E DISFATTA DEL PRES. HOLLANDE IN FRANCIA E TRIPUDIO PER LA LE PEN DI DROITE.

  7. Pingback: LA SIRIA E IL SISTEMA TERRORISTICO MONDIALE | Sebastiano Isaia

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