400 METRI SOPRA LA DISPERAZIONE C’È LA LIBERTÀ

La minaccia dei minatori del Sulcis di farsi saltare in aria se non otterranno il loro posto di lavoro è la perfetta metafora di una condizione disumana spaventosamente vuota di speranza. Di qui la breve riflessione “umanistica” che segue.

Non rimaniamo nelle viscere della terra. Risaliamo e iniziamo l’assalto al cielo. Non siamo NULLA quando potremmo essere TUTTO. Siamo immersi nella più totale impotenza sociale a un passo dalla liberazione. Una tragedia! La società fondata sul profitto è la nostra miniera, la nostra trappola infernale che costruiamo con tanto zelo, giorno dopo giorno, sempre di nuovo. Bisogna farla finita. È tempo che la miniera crolli, senza di noi sotto.

Dite che non si può, che la cosa potrebbe rivelarsi rischiosa per tutti, e non solo per i padroni della miniera? Come se non vivessimo già abbastanza pericolosamente! Tutti i giorni che il buon Dio manda in Terra. O, come cantava Lucio Dalla, vogliamo continuare a far «finta che la gara sia arrivare in salute al gran finale»? Quale allegria!

Il minatore prende la miniera (e la silicosi), il muratore prende l’edificio (e le annesse «malattie professionali»), il metallurgico prende la fabbrica (e il cancro, o l’aspertosi), l’insegnate precario prende la scuola (e la frustrazione): ma si tratta di prendere il potere! Né più, né meno. In vista di giorni assai più lieti, o semplicemente umani. Oh, happy days!

Da sempre, il «chi si accontenta gode» è la velenosa morale che i padroni apparecchiano ai loro servi. E a furia di accontentarsi delle «piccole gioie quotidiane» i servi diventano sempre più piccoli, insignificanti, sotto ogni rispetto. Essi quasi spariscono dinanzi al Moloch che gli detta i compiti della giornata. Eppure, basterebbe guardarci bene allo specchio per capire che il vero gigante siamo noi. Il Mostro che ci sorveglia lo sa da sempre. E prende le sue precauzioni. E intanto noi scaviamo, scaviamo e scaviamo: guai a non essere “utili” alla società!

Il buio della miniera ci ha dunque reso ciechi come talpe? Abbiamo bisogno di nuovi occhi, questo è sicuro, e non di “nuove” illusioni – del tipo: «Bisogna mandare al potere politici onesti che capiscono le nostre esigenze». Basta con Miserabilandia! Basta con la miniera! Bisogna mandare al potere noi stessi. Semplicemente. 400 metri sopra la disperazione c’è la libertà.

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