L’IMPIEGATO “LAVATIVO” OSSESSIONATO DAI GRILLINI

P_35_56_sosgabibbo_fotoPer scherzo oggi ho detto a un mio amico che lavora nella Pubblica Amministrazione di “stare in campana”, adesso che i grillini stanno invadendo tutte le articolazioni del Leviatano: «Guarda che dopo le prossime Amministrative sarà una Striscia la notizia quotidiana, più Le Iene. Sarai controllato continuamente dagli zelanti cani da guardia dell’onestà e della meritocrazia. Timbra sempre il cartellino in orario, non ti allontanare dall’ufficio, sgobba, mostra il tuo fervore verso il Bene Comune! E cerca soprattutto di non rubare la carta igienica dal cesso perché quelli sono pronti con i loro telefonini: un attimo e sei in streaming

Mi aspettavo una risata, un commento ironico, e invece il suo volto è rimasto stranamente serio, direi preoccupato: «Aspetta che assaggino il miele, e poi tutto tornerà come prima. Tutti gli uomini sono corruttibili». Era un auspicio, un esorcismo che celava una reale inquietudine dietro un simulacro di “pessimismo antropologico”. D’altra parte, il mito del Gattopardo è duro a morire, a certe latitudini.

Prese nel vortice di una crisi economico-sociale sempre più grave, vecchie abitudini rischiano di diventare prassi non solo socialmente deprecabili, come dovrebbero esserlo da sempre presso i cittadini ligi al dovere e rispettosi della cosa pubblica (e quindi non sto parlando di me), ma persino penalmente rilevanti, di questo passo. Si annunciano tempi duri per il lavativo “pubblico” (per quello “privato” ci pensa la legge del profitto, da sempre)!

«Ma è proprio la materia prima, il miele di cui parli, che è finita! Grillini e spending review sono le due facce della stessa medaglia. Non c’è più trippa per gatti. O ti adegui ai diktat di Grillo oppure devi piegarti a quelli della Merkel, che si è rotta le balle di pagarti straordinari che non fai e pausa cappuccino di proporzioni bibliche. “Te lo do io il parassitismo sociale”. Oppure: “Foi dire pasta al parazzitismo zociale!”». La risata non è arrivata. Così ho deciso di andare sul sicuro. Poiché il mio amico legge solo La Gazzetta dello sport, ho voluto precisare quanto segue, come se stessi parlando dell’ultima brillante performance del Milan in coppa campioni: «Vedi, più che di etica pubblica si tratta di accumulazione capitalistica…» A questo punto la risata è scattata, ma è stato un attimo: «Basta con questa spending review! Noi non siamo come gli inglesi, i norvegesi, gli americani, e via discorrendo. Noi siamo italiani! Da noi le cose non possono cambiare». Forse voleva dire: non devono cambiare.

strisciaPer tirarlo un po’ su, domani gli farò leggere questa efficace analisi di Edoardo Narduzzi: «È un salto di maturità elettorale: iniziare a porre paletti invalicabili alla pretesa fiscale dello stato significa definire i confini dell’azione pubblica e gettare le basi per un ridimensionamento della spesa statale. Il ceto medio europeo è estinto o è in via di esserlo e non dispone più della capacità fiscale di un tempo, quella che gli aveva permesso di finanziare un generoso stato sociale; i lavoratori sotto i quarant’anni sono spesso precari e mal pagati e hanno ancora meno capacità fiscale di mantenere un generoso welfare pubblico. Oggi gli europei hanno capito che una maggiore spesa pubblica significa più imposte un domani su generazioni che sono già indebitate e che devono difendere l’erosione salariale dalla competizione asiatica. Capiscono che affidarsi a una rinnovata spesa pubblica per andare oltre la crisi è una scorciatoia tentatrice ma non risolutiva del malessere europeo. Così la maggioranza degli elettori è molto più spaventata da un incremento della pressione fiscale di quanto non possa essere conquistata dai vantaggi di un’ampliata spesa pubblica» (Perché gli elettori delusi dal welfare puniscono le sinistre, Il Foglio, 27 febbraio 2013).

Che dite, sono un perfido? Ma è la spending review! Mi correggo: è il processo allargato dell’accumulazione capitalistica*.

Raddrizzare la schiena agli italiani. È, questo, un ambizioso programma politico-antropologico che precede la stessa Unità nazionale risorgimentale. Sul cattivo carattere degli italiani sono state stampate migliaia di pagine di libri, di riviste, di quotidiani. Com’è noto, Mussolini riteneva che governare gli italiani non fosse un’impresa impossibile, quanto piuttosto inutile. Per il Duce l’Italiano è privo di virile carattere, e soprattutto non ha la serietà, la tenacia e la laboriosità del Tedesco. Quando veniva informato che la neve cadeva a Sud di Bologna, egli si rallegrava della buona novella metereologica, perché pensava che il freddo potesse in qualche modo temprare un corpo e uno spirito fin troppo avvezzi alla calura del Mezzogiorno, fonte di pigrizia e di spossatezza congenita. Maledetta Africa! Troppo vicina.

imagescaxb1juxCiò che non è riuscito a duci e a statisti di gran pregio potrebbe riuscire a un «clown»? Le vie della modernizzazione capitalistica sono –quasi – infinite. Intanto, a proposito di schiena dritta e di «clown», il Beppe nazionale (e nazionalista) si è in parte riconciliato con Re Giorgio, in questi giorni “a rapporto” con la Cancelliera. (Silvio, trattasi di rapporto politico-diplomatico!) È stato sufficiente un minimo sindacale di «dignità nazionale» a trasformare l’antipatico Napolitano nel «mio presidente», finalmente espressione di un’Italia che mantiene la schiena dritta dinanzi ai cattivoni eredi del Terzo Reich. Già sento il sinistrorso segato dall’urna: «Vedete, Grillo è già pronto all’inciucio con Bersani!» Che scandalo! A Miserabilandia non ci si annoia mai.

*Per approfondire il tema:
I dilemmi della «coalizione distributiva»
Per chi suona l’Agenda
Debito pubblico, parassitismo sociale e accumulazione capitalistica
Elogio dell’accumulazione
Il vantaggio competitivo del “neoliberista”
Come rendere più produttiva la vacca sacra

3 pensieri su “L’IMPIEGATO “LAVATIVO” OSSESSIONATO DAI GRILLINI

  1. Le mie risate sono un dettaglio irrilevante, ma nel «Tutti gli uomini sono corruttibili» ho avuto un brivido ed ho interrotto la colazione. Questo è un segnale importante. Diciamo che questi grandi spiritelli assoluti Sanno Muoversi, tipo storie infinite su qualche magico mostro – Mostro – in volo (o crollo, sempre in volo comunque) e gli uomini più che corruttibili sono tutti meravigliabili. Una bocca aperta è segno di godimento, tante bocche aperte, di Zyklon B.

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