I VILLAGGI DEL CANCRO IN CINA. LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE «CON CARATTERISTICHE CINESI»…

Vehicles drive on the Third Ring Road on a very hazy winter day in Beijing«”Non mangerei mai i miei prodotti neanche se tu li comprassi per me”. In questa frase pronunciata da un contadino cinese c’è tutta la disperazione di chi in Cina vive nei pressi di industrie che scaricano la loro acqua nei mari e nei fiumi e avvelenano l’ambiente e le persone. “Potresti anche pagarmi, ma non lo mangerei”, prosegue il contadino rivolgendosi ad un’attivista di Greenpeace che lo stava intervistando per il documentario Textile Towns in the Shadows of Pollution». C’è però chi quel cibo contaminato lo mangia, e magari è lo stesso che un brutto giorno scoprirà di avere un cancro. Per prudenza il suddito cinese non dovrebbe né bere (secondo Greenpeace oggi in Cina 320 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile pulita, il 40% delle acque di superficie nel Paese è inquinato e, dulcis in fundo, il 20 % dell’acqua da bere è considerata contaminata, anche da sostanze cancerogene) né respirare (è sufficiente guardare le foto sulle città cinesi che circolano in rete per farsi un’idea). Meglio prevenire…

Ma si potrà almeno camminare in sicurezza, calcare l’antico ed evocativo suolo cinese senza il pesante fardello dell’angoscia? Naturalmente! Ma sempre in modo guardingo, con prudenza. Infatti, «L’ultimo rapporto sulle condizioni del suolo risale al 2006 e parla di un 10% di terreni inquinati da sostanze tossiche» (Wired.it, 27 febbraio 2013). Tutte le agenzie “indipendenti” che monitorano lo stato di salute di questo nostro martoriato pianeta concordano nel ritenere «seriamente compromesso» il territorio cinese. La vicenda dei maiali ammalati gettati nel fiume che fornisce Shanghai di acqua potabile è solo l’ultima infamia del Capitalismo cinese (di Stato e privato, foraggiato dai capitali nazionali come da quelli internazionali), accuratamente coperta dalle autorità cinesi, salvo poi ammetterla quando la magagna è diventata troppo vistosa e foriera di gravi conseguenze sociali.

003260c9cb1801f56cc25c4ce3f969bc_MDopo anni di reticenze il governo cinese ha dovuto ammettere che in Cina, in prossimità dei maggiori centri industriali del Paese, esistono davvero i villaggi del cancro, prima (se ne parla almeno dal 2009) recisamente negati dalle autorità locali e centrali facendo ricorso alla solita propaganda politica: «I nemici della Cina socialista inventano di tutto pur di negare i successi del Socialismo con caratteristiche cinesi. La Cina è all’avanguardia anche sul terreno della sostenibilità ambientale». Come non credere ai dirigenti del Celeste (diciamo Grigio, o Bianco, per via dello smog) Impero? E tuttavia…

«Nell’aprile del 2009, uno speciale del Fenghuang Zhoukan sui cosiddetti “villaggi del cancro” (aizhengcun) riportava una mappa della Cina con l’indicazione di ben 110 villaggi finiti nel mirino dei media cinesi nell’ultimo decennio a causa dell’elevato tasso di mortalità dovuto all’inquinamento. A margine della mappa si notava che questi ‘villaggi del cancro’ per la maggior parte si trovano nelle cinture territoriali intorno ai parchi industriali delle città, a valle lungo il corso dei fiumi oppure nei pressi di miniere, e subiscono così l’inquinamento delle acque reflue industriali, dei gas di scarico, dei residui, dei rifiuti della vita quotidiana, così come dei metalli pesanti e di altre cause molteplici e combinate» (Inquinamento e villaggi del cancro, Cineresie.info, 19 luglio 2010). Alcuni ambientalisti occidentali parlano di 400 villaggi della morte. Centinaia di Taranto, Marghera, Pomigliano, Melilli, ma ancora più inquinati e inquinanti, ancora più  devastati dalla bronzea legge del profitto. Certo, profitto «con caratteristiche cinesi», nessuno lo nega.

Di necessità...

Di necessità…

Come riporta il rapporto annuale del cancer registry, 2,7 milioni di cinesi muoiono ogni anno a causa di una qualche forma di tumore. La situazione ambientale è compromessa a tal segno, che un rapporto ufficiale sull’inquinamento del suolo e delle acque stilato nel 2010 da una commissione governativa è stato dichiarato topo secret. Il Ministero dell’ambiente ha fatto trapelare solo qualche dato, giusto per non allarmare troppo i cittadini, soprattutto quelli attivi, a loro rischio e pericolo, nella blogsfera.

«L’inquinamento testimonierà ancora per anni la nefandezza di uno sviluppo industriale ottuso, preoccupato solo di tutelare gli interessi delle grandi industrie anche a scapito della salute dei cittadini. Un cinismo che mostra esplicitamente l’aspetto peggiore del capitalismo, quel volto truce che abbiamo conosciuto anche in Italia, a Taranto» (International Business Times, 26 marzo 2013). Veramente non sapevo che il Capitalismo avesse anche degli aspetti migliori. C’è sempre da imparare! Il fatto è che la sicurezza e la salute dentro e fuori la fabbrica hanno dei costi, che il Capitale d’ogni latitudine naturalmente fa di tutto per non pagare, o per pagare il meno possibile. Cinica è innanzitutto la legge bronzea del profitto. Ovunque. Adesso che la distruzione ambientale rischia di innescare pericolosi movimenti di lotta e di realizzare catastrofi di difficile gestione il governo cinese sta cercando di correre ai ripari, anche con una legislazione più severa per ciò che concerne le “illegalità” ambientali.

Secondo il già citato International Business Times i villaggi del cancro ci raccontano «Vicende drammatiche che legano in un filo nero macchiato dal sangue dei morti tutte le zone del mondo dove governo, industrie o organizzazioni criminali hanno scelto il denaro e rinnegato i diritti umani». Ma criminale è la Società-Mondo che fa del denaro la misura di tutte le cose, l’alfa e l’omega, la differenza tra la vita e la morte, e dei cosiddetti «diritti umani» un’ignobile menzogna che ne copre la disumanità.

L’ecologia con caratteristiche cinesi

L’ecologia con caratteristiche cinesi

Forse alcuni lettori dei mie modesti post si interrogano sui motivi della mia insistenza nella denuncia dei misfatti del Capitalismo Made in China. È presto detto! Per un verso intendo alimentare sempre di nuovo la mia polemica nei confronti della colossale balla speculativa del «socialismo» in Cina, da Mao (1949) in poi; e per altro verso cerco di scagliare frecce contro quegli intellettuali occidentali che vedono nel Capitalismo cinese un modello di «economia reale» che l’Occidente farebbe bene a seguire dopo la lunga ubriacatura “finanzcapitalistica” che ci ha precipitato nell’attuale crisi sistemica. Mi sembrano due motivi sufficientemente robusti, almeno se considerati dalla prospettiva di chi vuole combattere lo sfruttamento capitalistico, il quale ha nella Cina di oggi il suo modello – la sua cifra – più brutale e verace.

«Lo sviluppo della nazione, frattanto, prosegue il suo corso, e un bel mattino la classe abbiente vedrà con sorpresa cose che la sua sapienza non si sogna nemmeno» (F. Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra). Pensierino domenicale: che succederebbe se tutto il proletariato industriale cinese si mettesse improvvisamente a saltare? Tum! Tum! Tum! Non ne verrebbe fuori un bellissimo terremoto sociale mondiale? Come diceva il filosofo, Hic Rhodus, hic salta!

7 pensieri su “I VILLAGGI DEL CANCRO IN CINA. LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE «CON CARATTERISTICHE CINESI»…

  1. Pingback: I VILLAGGI DEL CANCRO IN CINA. LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE «CON CARATTERISTICHE CINESI»… | gazzellanera

  2. Pingback: XI JINPING E IL SOGNO CON CARATTERISTICHE CINESI | Sebastiano Isaia

  3. Pingback: LA CINA E LA QUESTIONE DEL SOCIALISMO NEL 21° SECOLO | Sebastiano Isaia

  4. Pingback: PIAZZA TIENANMEN E ZHONGGUO MENG | Sebastiano Isaia

  5. Pingback: L’OMBRELLO E LA MACCHINA DI REGIME | Sebastiano Isaia

  6. Pingback: LE CARATTERISTICHE CINESI DEL DOMINIO CAPITALISTICO | Sebastiano Isaia

  7. Pingback: APPESI ALLE OPPOSTE “EVIDENZE SCIENTIFICHE”. Una questione di metodo a proposito di global warming. | Sebastiano Isaia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...