COREA DEL NORD. LA FAME UCCIDE. LA TELEVISIONE PURE

odissea-nordcoreana-orig_mainDue anni fa pubblicai sul mio blog un breve e sarcastico post dedicato alle mostruose condizioni di sopravvivenza dei nord coreani. In quel post invitavo le vittime del regime paleo-stalinista di Pyongyang a trasformate l’obesa classe dominante “comunista” del Paese in succulente bistecche. Purtroppo il mio invito non ha ancora raggiunto l’inferno nord coreano, e così i morti di fame (letteralmente) che vi vivono si arrangiano come possono. «Nella rete dei campi di lavoro del paese, dove vivono in condizioni di schiavitù decine di migliaia di prigionieri, la sottonutrizione è tale che i detenuti mangiano, secondo resoconti autobiografici, topi, insetti, escrementi e a volte anche i cadaveri dei compagni». Ma non ci avevano detto che i lager erano stati tutti chiusi?

Comunque sia, sono rimasti aperti i gulag: «Non è raro che anche i bambini vengano deportati nei gulag. “L’esperienza dei bambini è resa ancor più difficile dal fatto che sono più sottomessi e obbedendo a qualsiasi ordine si caricano di compiti più gravosi di quanto in realtà possano sopportare”, spiega il dissidente Kang; “sono quelli che muoiono più rapidamente nei campi, a causa della loro debolezza e dell’alto tasso di gravi incidenti durante le ore di lavoro”» (The Post Internazionale). Secondo il sito Dita di Fulmine «Il territorio coreano è cosparso da campi di concentramento e centri di sperimentazione biologica/batteriologica dove si utilizzano gli stessi cittadini coreani come cavie per macabri esperimenti». Agghiacciante. Ma forse siamo alla presenza di false notizie messe in circolazione dai detrattori del Glorioso Esperimento Sociale implementato dai cari leader nord coreani. D’altra parte, signori, la costruzione del Socialismo, soprattutto quello con caratteristiche nord coreane, non è mica un pranzo di gala!

maxresdefaultÈ comunque un fatto che nella Corea del Nord i casi di cannibalismo sono in aumento: «La fame porta i coreani a mangiare altri coreani», scrive Francesco Montorsi sul Sole 24 Ore: «Le storie di cannibalismo in Nord Corea – scrive – non sono purtroppo una novità. Lo scorso maggio, un uomo avrebbe ucciso 11 persone ed avrebbe cercato di vendere i loro corpi come carne di maiale. L’anno precedente, secondo un istituto sudcoreano, un uomo è stato fucilato per aver mangiato una parte del suo collega e per aver tentato di venderne il resto come carne di montone». Una vera e propria Macelleria sociale, per riprendere il titolo di un mio recente post.

«I mezzi di informazione hanno raccontato alcuni atti di cannibalismo particolarmente cruenti avvenuti durante la catastrofe umanitaria ancora in corso. Un informatore credibile afferma che un uomo è stato fucilato in maggio per aver ucciso e tentato di mangiare due suoi figli. Mentre sua moglie era fuori casa, l’uomo avrebbe ucciso la figlia più grande e in seguito il figlio, poiché questo aveva assistito all’omicidio. Quando la moglie è tornata, l’uomo le ha detto che aveva trovato della “carne”. La donna si è insospettita ed ha contattato le autorità locali che hanno scoperto una parte del cadavere dei figli». È proprio vero, i “comunisti” mangiano i bambini. E poi tutti a dire che Berlusconi racconta sempre balle! Tra i tantissimi meriti che il regime “comunista” di Pyongyang può legittimamente vantare c’è anche quello di rendere credibile anche l’incredibile Cavaliere Nero di Arcore.

«Affamati gli abitanti della provincia di Hwanghae continuano a dissotterrare cadaveri e uccidere i propri figli per far fronte alla fame. The Sunday Times ha riportato la dichiarazione di un funzionario del Partito dei Lavoratori del governo coreano: “In un villaggio nella contea di Chongdan, un uomo impazzito per la fame è stato arrestato per aver cucinato il proprio figlio e mangiato la sua carne”» (Agenzia Fides del 28/1/2013). La Corea del Nord rischia forse l’estinzione dei suoi lavoratori? Che brutta notizia per il glorioso Partito dei Lavoratori!

l43-nord-corea-130311154801_bigMa forse è proprio per scongiurare questo disastroso esito che il regime nord coreano continua a spendere molte risorse finanziarie in statue del «Presidente eterno» (morto svariati anni fa) Kim Il-sung e del figlio, il «Caro Leader» Kim Jong-il. Com’è noto, i due Kim fanno impallidire Padre Pio e Hugo Chávez quanto a capacità miracolistiche. «Invece di operare una politica di risparmio o di alleggerimento diplomatico, Pyongyang ha puntato sulla propaganda politica e sul culto della personalità. Dissidenti nordcoreani fuggiti all’estero denunciano sprechi per milioni di dollari, destinati a salvaguardare il mito del fondatore della Repubblica popolare, Kim Il-sung e del figlio Kim Jong-il. Secondo un rapporto pubblicato dal Daily North Korea, che raccoglie testimonianze dall’interno del Paese, ogni anno Pyongyang spende 800mila dollari soltanto per mantenere integra la salma del padre della patria. Questa viene accudita da sette ingegneri russi – maestri nell’arte dell’imbalsamazione – che la frizionano due volte a settimana con costosi prodotti chimici utili per mantenere integra la pelle del morto» (Asia News). Forse nemmeno l’orribile mummia di Lenin gode di una così affettuosa cura! Ma attenti con l’eccessiva cura dei due Kim, cari ed eterni leader nord coreani: ai vostri sudditi potrebbe venire l’acquolina in bocca. Per non parlare del «giovane generale» Kim Jong-un, al potere dal 2011, le cui rotonde forme sono davvero un invito a nozze, pardon: a pranzo.

Ma nel migliore dei mondi possibili non è solo la fame a mietere vittime: lì anche la televisione (non necessariamente quella di Berlusconi) uccide. «La Corea del Nord ha giustiziato all’inizio di novembre circa 80 persone, la maggior parte delle quali accusate di aver guardato programmi televisivi sudcoreani, attività vietata nel nord. È quanto si legge oggi sul quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo, che cita una sola fonte “al corrente” degli affari interni del paese. Tuttavia, un gruppo di disertori ha riferito di aver sentito voci a riguardo. Secondo la fonte, le esecuzioni risalgono al 3 novembre scorso e hanno avuto luogo in sette città della Corea del Nord. Nella città portuale di Wonsan, nell’est del paese, le autorità avrebbero radunato 10.000 persone in uno stadio per assistere all’esecuzione di otto persone» (Notizie Geopolitiche). Un bello spettacolo, non c’è che dire. Altro che la scialba e capitalistica programmazione televisiva offerta dalla Corea del Sud!

«Che la Corea del Nord non sia un paradiso sulla Terra è cosa nota a tutti. Il regime di Pyongyang è tra i più crudeli e assolutisti mai visti nella storia del genere umano, nonostante si faccia chiamare “Repubblica Democratica Popolare di Corea”. Di democratico non ha assolutamente nulla, ma era una definizione che andava molto di moda quando, dall’ex Unione Sovietica, spirava un vento comunista [qui la mia mano corre verso le “vergogne”] capace di contagiare facilmente l’Oriente» (Dita di Fulmine). A dire il vero l’evocato «vento comunista» contagiava facilmente anche non pochi occidentali, molti dei quali oggi negare persino di essere mai stati “comunisti”. Ma qui è meglio stendere un pietosissimo velo rosso-sangue.

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7 thoughts on “COREA DEL NORD. LA FAME UCCIDE. LA TELEVISIONE PURE

  1. I see trees of green, red roses too
    I see them bloom, for me and for you
    And I think to myself, Oh, What a wonderful world

  2. Ah, ah.
    Il tuo furore stirneriano riuscirà a preservarti da qualsiasi (anche proditorio) apparentamento ideologico?
    Ti abbraccio.
    Fausto

  3. Pingback: PRESSIONI “UMANITARIE” SULL’INFERNO NORDCOREANO | Sebastiano Isaia

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