IL CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ SECONDO MATTEO SALVINI

Salvini_foto«L’euro è un crimine contro l’umanità, ha fatto strage, peggio dei panzer nazisti»: con questa perentoria affermazione, elargita sabato pomeriggio in un albergo di Milano ai militanti leghisti, riunitisi per il lancio della campagna No Euro, il neo segretario Lumbard Matteo Salvini ha indubbiamente dato voce ai sovranisti politico-economici d’ogni tendenza politica e ideologica.

In quanto militante della campagna No Capitale, mi limito a ribadire il seguente – elementare? – concetto: i rapporti sociali capitalistici, oggi dominanti sull’intero pianeta, sono un vero e proprio crimine contro l’umanità. Di qui, l’urgenza di uscire dalla maligna dimensione del Dominio capitalistico, il quale annichilisce ogni umana “sovranità”, ossia ogni autentica libertà. La libertà, almeno quella vera, quella non inflazionata dall’ideologia dominante, presuppone rapporti sociali basati sui bisogni umani (a loro volta umanizzati), e non, come accade oggi,  fondati sulle necessità economiche: ricerca del profitto, competizione sistemica (tra imprese, tra Stati, tra Potenze, tra singoli individui), compatibilità finanziarie di vario tipo, ecc., ecc., ecc.

Com’è noto, queste necessità si fanno di giorno in giorno sempre più stringenti, sempre più totalitarie, sempre più ostili alla sola possibilità di un’esistenza autenticamente umana.

«Simili agli animali del Serengeti, gli individui e le aziende sono in lotta costante per l’esistenza, contendendosi risorse limitate»: ecco la società capitalistica secondo Niall Ferguson (Il Grande Declino, Mondadori, 2013). Egli ha perfettamente ragione: in effetti, siamo ancora, come concetto e, soprattutto, come prassi al mondo hobbesiano (borghese) del bellum omnium contra omnes.

A mio avviso sbaglia di grosso chi pensa che le due citate “campagne” (No Euro e No Capitale) non necessariamente collidano l’una con l’altra, ma all’opposto siano passibili di una “virtuosa ricomposizione dialettica”, o quantomeno di una “alleanza tattica”. L’anticapitalista che non vuole impiccarsi all’albero delle “alleanze tattiche” farebbe bene a prendere immediatamente le distanze da ogni forma di Sovranismo, che nella Società-Mondo del XXI secolo non può che arridere alle classi dominanti, o magari solo a una loro particolare fazione. Non si tratta di essere “puri”: si tratta piuttosto di conquistare un punto di vista critico-rivoluzionario su ogni aspetto della prassi sociale.

euro_panzer_1583005L’evocazione dei panzer nazisti da parte di Salvini, per un verso illumina il carattere essenzialmente economico della competizione globale tra gli Stati (la guerra armata come continuazione della guerra economica: il Capitalismo come perfetto mondo hobbesiano, come ha scoperto di recente perfino l’ottimo Emanuele Severino); e per altro verso la dice lunga sulla forza del nazionalismo (magari in guisa Socialsovranista) come cemento ideologico antiproletario, come veleno di facile preparazione e di sicuro effetto.

Urge antidoto. Più facile a dirsi che a farsi? Non c’è dubbio. Anzi, è ovvio. La stessa esistenza di un pensiero critico oggi è una forzatura. Ma, mi si permetta di dire parafrasando Quello, siamo qui non perché l’impresa è facile, ma perché l’impresa è difficile.

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2 thoughts on “IL CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ SECONDO MATTEO SALVINI

  1. beh, sta disruggendo le comunità, che nel tempo avevano costruito con fatica e sudore un minimo di sicurezza e stabilità. Anche dal punto di vista etico e morale sta letteralmente asfaltando, con leggi idiote ed imposte, valori che per la gente sono importanti. Sta riducendo l’europa a una sociètà di consumatori piatti ed uguali. Cosa ci sarebbe di umanamente interessante nell’europa che ci vogliono propinare adesso?

    • Assolutamente niente, come si evince peraltro dal post che ha letto, nonché da tutta la mia modesta produzione politica. D’altra parte, come ripeto sempre civettando con il grande Dostoevskij senza l’uomo tutto il peggio è possibile, e il peggio, che è già adesso, non può che… peggiorare: ecco perché non si tratta, per me, di guardare indietro, verso un mondo comunque disumano, del quale personalmente non conserverei nulla, ma di spingere piuttosto lo sguardo in avanti, in direzione della possibile Comunità Umana. Il disagio che le continue accelerazioni del Capitalismo ci procurano deve stimolare la nostra riflessione critica intorno al necessario funzionamento dell’economia fondata sul profitto, non spingerci verso una reazionaria, quanto chimerica, posizione di difesa del – supposto – “meno peggio”. Almeno questo è il contributo che cerco di dare a chi ha voglia di riflettere intorno alla nostra cattiva condizione esistenziale.
      La saluto e la ringrazio per il commento.

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