ALTRO CHE EUROPA: ORA A EST RIMPIANGONO LO STALINISMO!

Più che «canaglia», la nostalgia di cui si parla è miserabile.

titostalinstr-20466292s1Mi sono permesso di cambiare il titolo all’articolo che Fausto Biloslavo ha pubblicato sul Giornale sabato scorso. Al «comunismo» di Biloslavo ho infatti sostituito il termine che a mio modesto avviso meglio esprime la reale natura sociale dei regimi cosiddetti «comunisti» miseramente falliti l’uno dopo l’altro nel secolo scorso, con la sola eccezione della Corea del Nord e della Cina.

La sostituzione terminologica si spiega con l’entusiasmo con cui i superstiti nostalgici del «socialismo reale», ancora piuttosto numerosi e politicamente assai attivi, hanno rilanciato sul web l’articolo in questione, usandolo come una sorta di rivincita postuma. «Avevamo ragione noi comunisti: il socialismo, ancorché imperfetto, è sempre preferibile al capitalismo!».  Trattasi ovviamente di una gigantesca balla speculativa.

La «nostalgia canaglia» di cui parla Biloslavo a proposito degli ex «Paesi socialisti» è fin troppo facile da spiegare, e difatti il giornalista ne individua bene le cause: «Crisi economica, disoccupazione galoppante e pensioni da fame spingono molti nell’Europa dell’Est a rimpiangere i tempi andati. La nostalgia del comunismo è alimentata dalla delusione dell’Europa unita e dei governi democratici spesso corrotti o mal funzionanti come nel passato». In queste condizioni il «si stava meglio quando si stava peggio» non deve stupire nessuno.

Quando le cose, a dispetto delle precedenti illusioni, continuano a peggiorare, e non si vede all’orizzonte nessuna prospettiva di un cambiamento radicale, perfino un passato tutt’altro che felice può risultare pieno di fascino agli occhi delle classi subalterne. Questo vale soprattutto per la Russia e per la Serbia, i cui regimi “socialisti” condivano la minestra della miseria sociale (leggi pure esistenziale) con un’abbondante dose di orgoglio nazionale, di prestigio militare, di grandeur politica. Il tutto ovviamente sulla pelle delle classi dominate nazionali ed extranazionali. Più che «canaglia», la nostalgia di cui si parla è miserabile.

Modello "socialismo reale"

Modello “socialismo reale”

Scrivevo su un post di qualche mese fa:

«In effetti, ciò che spontaneamente conquista i cuori dei salariati, i quali sono abituati a delegare sempre ad altri (dalla culla alla tomba, passando per scuole, uffici, ospedali, ecc.) le decisioni fondamentali che li riguardano, è un maligno connubio di nazionalismo e statalismo, ossia il desiderio di vivere un’esistenza magari modesta ma sicura e protetta nel seno della patria che li ospita fin dalla nascita, cioè a dire nella società capitalistica concepita come la sola comunità possibile. Questa condizione disumana mi ricorda i passi di Furore a proposito del carcere McAlester: «”E come ti trattavano a McAlester?” chiese Casy. “Mica male. Pasti regolari, biancheria di ricambio, ci sono perfino dei locali per fare il bagno. Per certi versi non si sta malaccio. L’unica cosa, si sente la mancanza di donne”. Scoppiò a ridere. “Ho conosciuto uno, anche lui in libertà vigilata, che s’è fatto rificcar dentro […] Aveva deciso di rientrar dentro dove almeno non c’era il rischio di saltare i pasti e dove c’erano anche certe comodità. Disse che fuori di lì si sentiva sperduto, dovendo oltretutto pensare sempre al domani”». Il carcere con annesse donne rappresentava la miserabile “utopia” del giovane Joad. Questo, tra l’altro, aiuta a capire la nostalgia per il Capitalismo di Stato che si riscontra in ampi strati proletari dell’Europa orientale che hanno conosciuto il carcere a cielo aperto chiamato «socialismo reale». Si tratta della nota sindrome del Si stava meglio quando si stava peggio, che fa capolino nel mondo dei perdenti a ogni brusca accelerazione del processo sociale» (Il mondo è rotondo).

Non compete certo a un Biloslavo cercare di spiegare soprattutto alle nuove generazioni che il cosiddetto «socialismo reale» non fu che una forma particolarmente miserabile e oppressiva di Capitalismo (più o meno «di Stato»), che la sua esperienza è a tutti gli effetti un bruttissimo capitolo del libro nero del Capitalismo mondiale, che la Comunità Umana (non uso la nota, abusata e sputtanata parola soprattutto per non confondermi con i “comunisti” che brindano sulla «nostalgia canaglia») è sempre più una splendida possibilità, finora mai realizzatasi in nessun luogo di questo canagliesco mondo.

«Il settimanale Economist lancia l’allarme: il rischio di disordini sociali e rivolte nell’Europa dell’Est, nel 2014, non ha mai raggiunto livelli così alti dalla caduta del comunismo». Così Biloslavo concludeva il suo articolo. Di qui, l’urgenza di lottare contro la miserabile nostalgia che conquista «i cuori e le menti» dei dominati, a Est come a Ovest (?).

Annunci

4 thoughts on “ALTRO CHE EUROPA: ORA A EST RIMPIANGONO LO STALINISMO!

  1. Qui da me i giovani rumeni, tutti contadini nati dopo l’89, rimpiangono Ciausescu “che tutti avevano un lavoro”, fra i proletari italiani il sentimento non è diverso, cambiato quello che c’è da cambiare. Tutta trippa per i social patrioti ai prossimi banchetti elettorali. La grande stagnazione accelera il processo sociale, meno male che il gusto del paradosso non può andare perso, tanto è nel cuore delle cose.

    • E che dire del tempo in cui in Italia «tutti si dormiva con la porta di casa aperta e i treni arrivavano in orario»? Forse siamo al «Ridateci almeno un Bastone serio, perdio!». Sento già una voce: «Sarete accontentati, sarete accontentati»…

  2. Pingback: LE ECCITANTI AMBIZIONI DELLA SINISTRA SOVRANISTA | Sebastiano Isaia

  3. Pingback: LA CADUTA DI QUALE MURO | Sebastiano Isaia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...