VENEZUELA. TRABALLA LA “RIVOLUZIONE BOLIVARIANA”

venezLeggo dalla Repubblica di oggi: «Dopo l’esigua vittoria elettorale alle presidenziali dell’aprile di un anno fa, Nicolas Maduro si trova a fronteggiare la più grande rivolta sociale dai tempi dello sciopero di Pdvsa, la holding del petrolio, nel 2002. Da tre settimane migliaia di dimostranti, all’inizio soprattutto studenti, liceali e universitari, protestano per la crisi economica, l’inflazione senza freni (60%), la scarsità ormai congenita di numerosi prodotti di prima necessità, dallo zucchero alla farina, la criminalità dilagante. La situazione del Paese è drammatica: scarseggia perfino la carta per stampare i giornali. Otto persone sono già morte negli incidenti, l’ultima era un sostenitore del presidente Maduro. Vie d’uscita non se ne vedono. […] Maduro fa volare i caccia militari sui cortei e lascia liberi di agire i cosiddetti “colectivos”, una sorta di formazioni paramilitari armate nate nei “cerros”, le favelas di Caracas, che rappresentano il nocciolo più duro e radicale della rivoluzione bolivariana. E che sono disposti a difenderla comunque con le armi […] Oggi la situazione potrebbe degenerare di nuovo, a Caracas sono previste due marce: una dell’opposizione per chiedere la liberazione di Lopez, rinchiuso in un carcere militare in attesa di processo; l’altra dei sostenitori di Maduro. Nel Tachira, uno stato al confine con la Colombia, il governo ha dichiarato lo stato d’assedio e utilizzato battaglioni di paracadutisti per reprimere le proteste, mentre emergono dettagli sulla violenza. Due studenti hanno raccontato di essere stati torturati in carcere. Li avrebbero picchiati più volte e violentati con le canne dei fucili».

Inutile dire che il nuovo caudillo di Caracas ha attribuito la responsabilità della drammatica crisi sociale che sta piegando il Paese al governo americano e alle forze di opposizione venezuelane da esso foraggiate. «Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha espulso tre funzionari del governo statunitense. Essi sarebbero colpevoli, secondo Maduro, di aver collaborato con alcuni esponenti di Voluntad popular, il principale partito di opposizione in Venezuela, nell’organizzazione delle rivolte di piazza che durante la scorsa settimana hanno causato una dura repressione da parte delle forze di polizia, producendo tre morti fra i manifestanti» (Notizie Geopolitiche, 19 febbraio 2014).

338231_19215_1La carta del nazionalismo sembra dunque essere rimasta, insieme a quella della distribuzione “clientelare” (o “populista”, oppure “socialista” [sic!], fate un po’ voi!) della rendita petrolifera,  la sola carta vincente rimasta nelle mani del regime post-chavista. Se, come sostiene Maduro, lo spirito rigorosamente bolivariano di Hugo Chávez è in grado di compiere più miracoli di Padre Pio, forse il “socialismo” con caratteristiche venezuelane ha ancora qualche chance di sopravvivere a se stesso. Magari portando in sacrificio al Santo protettore qualche centinaio di «provocatori al servizio di Washington».

«L’uso della forza da parte del governo venezuelano contro i cittadini è inaccettabile», ha dichiarato John Kerry in una nota di protesta indirizzata al governo di Caracas. È facile fare il pacifista con i governi degli altri…

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DAL VENEZUELA ALL’UCRAINA, DALL’ARGENTINA ALLA SIRIA. Criterio geopolitico versus criterio di classe

RICORDANDO EL PATRIOTA DI CARACAS

SOCIALNAZIONALISMO

SOVRANA INDIGENZA

7 pensieri su “VENEZUELA. TRABALLA LA “RIVOLUZIONE BOLIVARIANA”

  1. Da Facebook:

    RIFONDAZIONE COMUNISTA CON CARATTERISTICHE VENEZUELANE

    Continua in Venezuela la dura repressione poliziesca contro gli studenti – e non solo. Nella repressione, di chiaro stampo rivoluzionario-bolivariano, sono stati mobilitati anche reparti di paracadutisti. Sono già 11 (forse 14) le vittime accertate degli scontri fra i manifestanti (sicuramente al soldo degli americani, e quindi: fatti loro!) e le eroiche forze dell’ordine al servizio del socialismo con caratteristiche venezuelane. (E se non è proprio socialismo, di sicuro non è capitalismo, checché ne dicano i soliti dottrinari in malafede!). Intanto fioccano le denunce di studenti arrestati e torturati. Trattasi evidentemente di menzogne propalate dai massmedia foraggiati dalle forze della reazione e dal noto imperialismo a stelle e strisce, lo stesso che, ad esempio, impedisce ai venezuelani una dignitosa igiene personale basata sulla carta igienica, colà diventata, com’è noto, un genere di lusso.

    Poteva mancare il Giù le mani dal Venezuela! dei rifondatori dello statalismo? No, è chiaro. Violentando la mia vescica causa scompisciamento (con rispetto parlando), cito: «La Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà e vicinanza al legittimo governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, vittima di un nuovo tentativo di golpe strisciante … Da quando la Rivoluzione bolivariana [ah, ha, ha: è dura, ma continuo!] ha avuto inizio, nonostante le sue ripetute affermazioni democratiche e via elezioni, è stata vittima di una incessante attività eversiva da parte di forze reazionarie e legate all’imperialismo, che il popolo venezuelano ha sempre sconfitto, mobilitandosi a sostegno della rivoluzione [datemi un pannolone, presto che è tardi!], come sta avvenendo anche questa volta».

    Un utente di Facebook ha così commentato lo spassoso comunicato rifondarolo: «Vecchie abitudini dure a morire. Manco la penicillina li salva…». Si può dargli torto? Io non me la sento, con tutta la buona volontà bolivariana di questo mondo!

    Ancora un altro passo: «Rifondazione Comunista denuncia inoltre il ruolo inaccettabile dell’informazione, che in Italia produce una sistematica disinformazione sulla situazione venezuelana, a partire dall’etichettatura di regime o dittatura per un governo e un Presidente della Repubblica legittimamente e democraticamente eletti». Questa accusa naturalmente non mi sfiora nemmeno, anche perché per me la democrazia è regime esattamente allo stesso titolo di altre forme politico-istituzionali di controllo e sociale e di repressione. Lascio molto volentieri ai “comunisti” più o meno rifondati coltivare certe superstizioni e certi feticci che hanno la sola funzione di ipnotizzare le classi dominate.

    Rifondazione Comunista «impegna i propri iscritti e circoli in una campagna di mobilitazione e controinformazione a difesa della rivoluzione bolivariana». E poi dice che uno si butta a… Fate un po’ voi!
    S. I.

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