MISERABILANDIA E IL FALLO DI BERLUSCONI

silvioIl fallo, inteso come errore, non sussiste. Il fallo, se Dio vuole, non costituisce reato. Dopo l’epocale sentenza emessa ieri dalla Corte d’Appello di Milano, Miserabilandia è tornata a spaccarsi: ecco il partito berlusconiano esultare e gongolare, ecco il partito antiberlusconiano piangere e rosicare.

«Berlusconi è innocente a sua insaputa», ha balbettato uno stinto Travaglio, la punta di lancia della fazione manettara, nonché zelante velina al servizio dei Pubblici Ministeri chiamati a raddrizzare l’albero storto  dell’etica italiota. Poche storie: «essere Berlusconi non è reato», hanno rilanciato i fedelissimi dell’ex puttaniere di Arcore, Giuliano Ferrara in testa, il quale è apparso contento di scoprirsi un dignitoso signore (nonostante certe frequentazioni “pericolose”), anziché «una puttana alla corte di Silvio».

«Tutto quello che dicono sul fatto che noi vogliamo il fango e la ghigliottina e il sangue e le manette sono tutte cazzate», ha dichiarato Travaglio ad Affaritaliani.it. con il solito spocchioso livore. Uhm. Sarà vero? Titubo. Tentenno. Nel dubbio consiglio prudenza, secondo il noto principio di precauzione: se li conosci

Ascoltata con le lacrime agli occhi la sentenza del Bunga-Bunga, l’ironico Giancarlo Lehner, politico e intellettuale di provata fede berlusconiana (altro che Fini e Alfano!), si è affrettato a divulgare la seguente sconvolgente notizia: «Rosy Bindi annuncia di voler lasciare la politica per darsi alla teologia. Non si minaccia così Nostro Signore». Come dargli torto. E poi, la campagna femminista incentrata sul Corpo delle Donne ha ancora bisogno di colei che osò negarsi ai demoniaci istinti sessuali del noto satrapo (il quale bramava, a quanto pare “a sua insaputa”, le virginali grazie della pulzella di Sinalunga). Tanto più adesso che si profila l’odioso sdoganamento a mezzo riforme costituzionali del famigerato Porco: se non ora, quando?

boccassini-berlusconi-occhiali-571132Ancora stordito dall’inattesa assoluzione, lo Statista Pregiudicato oggi alle prese con la riforma costituzionale ha dichiarato che, dopo tutto, la maggiore responsabilità delle sue traversie politico-giudiziarie va attribuita non tanto alla Magistratura, che comunque in larghissima parte è fatta di «brave persone», ma «all’odio, al gossip e alla disinformazione» propalati da certi giornali faziosi. Naturalmente l’allusione dell’eroe del giorno cade su Repubblica e su Il Fatto Quotidiano, gli araldi dell’antiberlusconismo duro e puro.

L’intellettualone – nonché fasciostalinista – Alberto Asor Rosa, a suo tempo teorico del «colpo di Stato democratico» ai danni dell’ex Cavaliere Nero, appresa la sciagurata sentenza ha sentenziato che adesso il partito anticostituzionale si è indubbiamente rafforzato: di qui, sempre secondo il Professorone, l’urgenza di costruire una forte Resistenza in grado di arrestare l’involuzione antidemocratica del Paese. Un appello (l’ennesimo) al quale gli amanti della Costituzione «più bella del mondo» risponderanno certamente con rinnovato entusiasmo, al contrario di quanto farà chi scrive, nella sua qualità di nemico irriducibile della Repubblica democratica fondata sul lavoro salariato.

Norma Rangeri (Il Manifesto) non riesce a nascondere la sua indignazione, che cerca di esprimere in modo ironico: «Non sarà lo sta­ti­sta che in Europa e nel mondo ci invi­dia­vano, ed è pur sem­pre un imprenditore pre­giu­di­cato per reati di frode fiscale, oltre che un ex pre­si­dente del con­si­glio a pro­cesso per la compra-vendita di parlamentari. Ma con l’assoluzione pro­nun­ciata dai giu­dici della corte d’appello di Milano, oggi Sil­vio Ber­lu­sconi con­qui­sta l’invidiabile sta­tus di anziano miliar­da­rio a tal punto cre­du­lone da scam­biare Ruby per la nipote di Mubarak. […] La realtà supera sem­pre la fan­ta­sia, e dice che non c’era biso­gno di que­sta assoluzione per ridare a Ber­lu­sconi il ruolo di part­ner pri­vi­le­giato nella revi­sione delle regole democratiche. Come si diceva una volta, il pro­blema è politico». Non c’è dubbio.

Anche per il garantista Piero Sansonetti «il problema è politico», e infatti egli invita i suoi amici della sinistra forcaiola a non guardare solo le vicende giudiziarie dell’imputato eccellente per evidenti fini politici, perché l’irresponsabile partito dei Pubblici Ministeri oggi stritola soprattutto migliaia di poveri cristi.

ferrara-boccassini-246760Ad Alessandro Trocino (Il Corriere della Sera) Giuliano Ferrara confessa di sentirsi «l’uomo più felice del mondo», perché è un amico di Berlusconi e perché l’ha «sempre considerato non un pregiudicato ma un perseguitato». Io invece l’ho sempre considerato un capitalista e un politico al servizio del regime sociale capitalistico, esattamente alla stregua di tanti altri suoi colleghi (di “destra”, di “centro”, di “sinistra”). Qui però si tratta dell’ex Premier e della felicità dei suoi amici e tifosi, non del sottoscritto.

Ecco alcuni passaggi dell’intervista-orgasmo rilasciata dal noto Elefantino (che pubblico solo per confermare quanto ebbe a dire una volta Rino Formica, una delle teste “più lucide” della cosiddetta Prima Repubblica: «La politica è sangue e merda»).

«Questa è stata una vicenda ignobile. Un’inchiesta che è andata avanti come una campagna di disinfestazione moralistica e con toni da comune senso del pudore che non vedevamo dai reazionari anni 50. È stato un processo da inquisizione, che fa esplodere la grande complicità del sistema mediatico, dei vari Travaglio, Santoro, Lerner. Non amo polemizzare alla memoria ma tutti ricordiamo come la stessa mano che ha scritto che Rostagno era stato ucciso dai suoi amici e non dalla mafia, tesi smentita da una sentenza di tribunale, ha poi costruito intorno a Berlusconi un romanzo voyeuristico e spionistico che tornerà per sempre a disonore del giornalismo italiano. È noto che Berlusconi non ama giocare a canasta con i suoi coetanei, ma l’idea che fosse a capo di un racket di prostituzione poteva venire solo a una giustizia ripugnante, codina e reazionaria. Gli avversari di Berlusconi sostengono: un conto è un’assoluzione, un conto il giudizio politico. Chi lo contestava prima, non cambierà idea. Sono sepolcri imbiancati, ipocriti. Il punto è precisamente quello, si trattava di una contestazione penale. Sono state costruite accuse grottesche, come il reato di palpeggiamento*. Oggi, spero, sarebbe accolto con un fragoroso pernacchio chi avanzasse l’idea di mettere in galera una persona solo perché critica la magistratura».

A questo proposito io consiglio maggiore prudenza, anche perché non tutti possono permettersi gli avvocati di serie A, e probabilmente nemmeno quelli della serie inferiore.

CDR457840 digital rectal exam* «Camera dei Deputati, 4 aprile 2011. Dibattito sulla prostata – evidentemente infiammata – dell’Assatanato di Arcore. La relatrice di minoranza del PD ha dichiarato che il noto Mostro si è reso responsabile di “atti eticamente e penalmente sensibili”.

Vacilla, sotto la spinta degli eticamente corretti (ex stalinisti, ex fascisti, ex cattocomunisti, fondamentalisti cristiani e gentaglia varia), il già debole confine che separa peccato e reato. Per parafrasare il bravo cantautore siciliano, forse è venuto il tempo di rimetterci la maglia, e, già che ci siamo, il cappotto: forse i tempi stanno davvero per cambiare. In peggio, ovviamente, perché com’è noto il peggio non conosce limite. Intanto ho chiesto istruzioni al mio avvocato: meglio non lasciarsi trovare impreparati in caso di equivoche conversazioni telefoniche.

La voce del padrone eticamente impeccabile fa sapere che chi ha la coscienza tranquilla e non ha nulla da nascondere non ha motivo di preoccuparsi. Appunto!» (La prostata di Silvio e gli eticamente corretti).

mutande-572267Aggiunta da Facebook (24 luglio 2014)
DIALETTICA DELLA LINGERIE
Dedicato anche a Barbara Spinelli*

«Juliette ha per credo la scienza. Le ripugna ogni venerazione la cui razionalità non si possa provare. Anche la libertina Juliette si schiera dalla parte di quella normalità che riduce il piacere fisico. Il debosciato senza illusioni per cui si pronuncia Juliette, si trasforma nell’uomo pratico e comunicativo, che estende la sua professione d’igiene e di sport anche alla vita sessuale. Il dominio sulla natura si riproduce all’interno dell’umanità. L’immaginazione cerca di tener testa all’orrore. Il proverbio romano per cui res severa verum gaudium, esprime anche la contraddizione insolubile dell’ordine che trasforma la felicità nella sua parodia, e la suscita solo dove la prescrive. Sade e Nietzsche hanno eternato questa contraddizione, ma hanno contribuito così a recarla al concetto» (M. Horkheimer, T. W. Adorno, Dialettica dell’illuminismo).

* «Sade avrebbe potuto far proprie letterariamente le parole di Ferrara, e in genere la condotta di Berlusconi, anche se quest’ultimo non torturava ma blandiva favorite e concubine. Ma Sade è uno scrittore. Raffigurando teatralmente la negazione dell’uomo e di Dio, Sade è lo scandaloso demistificatore che nel ’700 abbatte tutti i tabù e le morali costituite: “È la natura che voglio oltraggiare: voglio perturbare i suoi piani, contrastare il suo cammino, fermare il corso degli astri” (La Nuova Justine). “Il marchese De Sade installato a Palazzo Chigi è dinamite non letteraria o artistica o naturale, ma pericolo pubblico che ha degradato e in parte distrutto l’Italia. Ancora oggi ne paghiamo il prezzo, se è vero che Berlusconi, rallegrato dall’assoluzione, si appresta con l’aiuto di Renzi a divenire, anche se tuttora condannato per frode fiscale, il padre rifondatore – e sovvertitore – della nostra Costituzione» (B. Spinelli, Il Fatto Quotidiano).

Dinanzi a una simile dimostrazione di razionalità politico-filosofica il mio indigente pensiero ammutolisce. Tanto più che non ho nulla da dire contro i “sovvertitori” «della nostra Costituzione». Lo confesso: «la mia fantasia è sempre stata al riguardo molto oltre i miei mezzi; ho sempre immaginato molto più di quanto ho fatto» (Le 120 giornate di Sodoma).

Leggi:

UMILIATI E OFFESI. I DOLORI DEL POPOLO ANTIBERLUSCONIANO

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BENVENUTI A MISERABILANDIA

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