FOLGORATO SULLA VIA DI FERRARA E PANNELLA

bertinotti1-620x350Solo chi in passato ha preso sul serio il “comunismo” di Fausto Bertinotti può inorridire dinanzi a quanto segue: «Chiede una rifondazione delle grandi visioni del mondo. La sinistra che io ho conosciuto, quella della lotta per l’eguaglianza degli uomini, quella che chiedeva ai proletari di tutto il mondo di unirsi, è finita con una sconfitta. Io appartenevo a questo mondo. Questo mondo è stato sconfitto dalla falsificazione della sua tesi: l’Unione sovietica. […] L’intellettualità europea fra il 1945 e il 1950 è stata tutta comunista. Jean Paul Sartre, Andrè Gide, Albert Camus per parlare dei francesi. In Italia tutti, proprio tutti: i registi del neorealismo, i principali cattedratici italiani, i grandi scrittori, le case editrici. Erano tutti comunisti. E adesso non mi dite per favore che non si sapeva niente di cosa accadeva in Unione Sovietica, e che bisognava attendere il 1956 o Praga! […] Oggi i salari italiani sono fra i più bassi di Europa. Qualcosa evidentemente non ha funzionato, e il sindacato è parte di questo qualcosa. Ha scelto sempre il male minore. Ma soprattutto ha scambiato la difesa dei lavoratori con un riconoscimento crescente del suo ruolo istituzionale. Hanno fatto meno contratti e sono andati più volte a palazzo Chigi» (Libero). Così parlò il compagno Fausto.

Deluderò forse qualche mio lettore, ma parlare male della recente “conversione liberale” di Bertinotti non mi dà alcun piacere particolare: è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Troppo facile. Purtroppo non sono abbastanza cinico per queste incombenze. D’altra parte, aderendo al pensiero liberale l’ex rifondatore dello stalinismo con caratteristiche italiane è rimasto sullo stesso terreno di classe di sempre: quello borghese. Che avevate capito? L’uomo che sussurra al cachemire si è spostato un po’ più a “destra”? E che sarà mai! Insomma, invoco indulgenza per il simpatico Fausto, il quale con qualche decennio di ritardo (un classico per i sinistrati più intelligenti) è finalmente approdato sul terreno liberale. Almeno con una gamba. Ad attenderlo c’erano, legittimamente orgogliosi, Giuliano Ferrara e Marco Pannella.

Contro i suoi vecchi compagni stalinisti e sindacalisti (collaborazionisti) Bertinotti ha ragione su (quasi) tutta la linea. Quasi perché come ogni intellettuale liberale che si rispetti, Bertinotti assume oggi la società borghese liberale come il migliore dei mondi possibili. I «diritti dell’individuo» che stanno al centro di quella cultura liberale che oggi gli appare così affascinante e promettente, sono in realtà un’ideologia dietro la quale si cela il reale annichilimento di ogni vera libertà e di ogni autentica umanità. «I diritti umani appaiono come una falsa universalità ideologica che maschera e legittima la politica concreta dell’imperialismo e del dominio occidentale, gli interventi militari e il neocolonialismo» (S. Žižek, La violenza invisibile, 2007, Rizzoli). Su questi temi rinvio a L’Angelo Nero sfida il Dominio e a Eutanasia del Dominio.

D’altra parte, quando il prigioniero in guisa rossa esce dal Gulag o dal Campo di Rieducazione Cinese (insomma, dal “comunismo”), ogni cosa Made in Occidente gli appare straordinariamente bella e progressista.

Scriveva nel 2004 un Tizio che la sapeva assai lunga anche a proposito del cosiddetto “comunismo italiano” (parlo di Francesco Cossiga): «Caro Bertinotti, penso che questa “sinistra europea alternativa” sia e voglia essere una sinistra comunista, di un comunismo che certo tenga conto degli epocali mutamenti storici. Ma perché voi possiate credibilmente fare questo, non potete condannare o “rinnegare” il “comunismo storico”: e quindi non potete condannare e rinnegare né Stalin né lo stalinismo» (Corriere della Sera, 15 maggio 2014). Senza Stalin, sostenne allora Kossiga, il compagno Fausto critico dello stalinismo non sarebbe nemmeno concepibile. Ecco la risposta, un po’ imbarazzata e certo abbastanza significativa alla luce dei suoi recenti sviluppi “dottrinali”, dell’allora capo del “comunismo” rifondato: «Il mio dissenso dalla tua posizione, dalla giustificazione storica e politica dello stalinismo che ne costituisce il fulcro, non potrebbe essere più radicale. E tuttavia raramente, in questi anni, mi sono imbattuto in una difesa dello stalinismo così accurata, intelligente e perfino appassionata». Dopo dieci anni il lavorio interno ha dato dunque i suoi frutti.

Per il resto colgo l’occasione per ripetere una mia vecchia convinzione: lungi dall’essere stato una forma realizzata, e perciò stesso imperfetta, di socialismo, lo stalinismo ne fu piuttosto la più netta e odiosa (proprio perché si presentava come la forma realizzata dell’emancipazione proletaria) negazione. Il cosiddetto Libro nero del comunismo è un capitolo particolarmente ignobile del Libro nero del capitalismo*.

2222Questa, in estrema sintesi, è la tesi antistalinista che da sempre sostengo contro il partito del “socialismo reale” e contro il partito del Libro nero del comunismo. Inutile dire che per me quei due partiti non sono che le due facce della stessa escrementizia medaglia. Bertinotti non ha fatto altro che cambiare partito. E che sarà mai! Ecco perché sghignazzo quando qualcuno contrappone il “pentimento” dell’ex rifondatore del togliattismo alla coerenza “comunista” di Lucio Magri.

* Naturalmente faccio riferimento allo stalinismo nella sua qualità di tendenza storica oggettiva, non certo in quanto espressione di una volontà attribuibile a una singola persona particolarmente carismatica e perversa.
Lo stalinismo come espressione-strumento 1) della controrivoluzione interna e internazionale dopo l’ondata rivoluzionaria del primo dopoguerra, 2) dell’accumulazione capitalistica a ritmi accelerati in Russia e 3) della continuità imperialistica della Russia (di qui anche la scelta di promuovere innanzitutto l’industria pesante, a detrimento dell’industria dei beni di consumo e dell’agricoltura). Sulla mia interpretazione della sconfitta della Rivoluzione d’Ottobre rimando a Lo scoglio e il mare.

Leggi anche

GEORGE ORWELL E IL VENTRE DELLO STALINISMO

TOGLIATTI: L’ITALIANISSIMO STALINISTA

RENZI E TOGLIATTI

IL REALISMO STORICO E POLITICO DI ENRICO BERLINGUER

IO E LA SINISTRA

201362191440_nell%20ufficio%20di%20pepponeAggiunta da Facebook, 5 settembre 2014

BERTINOTTI IL COMULIBERALE O MELILLA IL NORDCOREANO?

Due notizie. Una buona, questa:

«Resto comunista», ha dichiarato oggi a Repubblica Fausto Bertinotti. Tiro un grosso sospiro di sollievo. Il compagno Fausto non farà dunque mancare il suo impareggiabile contributo alla lotta di emancipazione del proletariato mondiale. Anche se rimane critico con la storia del “comunismo”: «Vedo la nostra sconfitta storica. Il pensiero liberale riesce a fare dell’individuo l’alfa e l’omega della misura del carattere democratico della società. Serve individuare ciò che è rimasto vivo nelle culture. Nel marxismo l’eguaglianza e nel pensiero liberale il valore dei diritti individuali. La Chiesa è meno malconcia rispetto agli altri pensieri. Ha una leadership all’altezza della sfida e il pontefice pronuncia parole profetiche su guerra, capitalismo e immigrazione» (La Repubblica, 5 settembre 2014).

Bertinotti che rimane “comunista”, il Papa che è un ottimo compagno di strada: sì, decisamente queste sono eccellenti notizie.

Veniamo adesso alla cattiva notizia, questa:

«L’onorevole Gianni Melilla è un deputato di Sinistra Ecologia e Libertà. Abruzzese, come Antonio Razzi. E come lui e Salvini è appena tornato dalla spedizione parlamentare italiana nelle terre di Kim Jong-Un*. Onorevole, lei perché è andato in Corea del Nord?

“Per curiosità. Sono un comunista, e ho scoperto ad esempio con rammarico che la Corea del Nord ha tolto dalla costituzione ogni riferimento al marxismo, affermando che il socialismo nel paese sarebbe continuato “alla coreana”» (L’Espresso, 3 settembre 2014).

Che rammarico! Non ci sono più i Paesi marxisti duri e puri di una volta!

E poi dice che uno diventa liberale!

* Va’ dove ti porta il profitto!

«A rendere possibile quest’insolita relazione con quella parte di mondo sconosciuto è stato, come lo ha definito la stampa, “l’apriporta” Giacomo Bezzi, Consigliere regionale del Trentino Alto Adige, già deputato e cofondatore del Movimento Associativo Italiani estero.

– Consigliere Bezzi, la Corea del Nord è una nazione totalitaria di stampo stalinista, per di più retta da un regime militare con a capo Kim Jong-un, figlio del predecessore Kim Jong-il e nipote del primo presidente, Kim Il-sung. Come si può pensare ad un approccio dell’impresa privata con uno dei pochi paesi dove non esiste la proprietà privata?

“Non è vero che la proprietà privata non esiste. L’impresa è possibile per una serie di fattori, basti pensare all’area industriale di Kaesong, al confine fra le due Coree, dove vi sono impianti in cui lavorano complessivamente 50mila operai nordcoreani con la dirigenza e gli investimenti sudcoreani: si tratta di una zona franca, appetibile per investimenti privati. Sul piano politico esistono tre partiti (Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria, Partito Socialista Democratico Coreano e Partito Chondoist Chongu, ndr.), di cui quello che detiene una larga maggioranza è quello comunista. Sul piano politico sono d’accordo con Salvini, il quale dice che ‘io non baratterei la mia libertà’, ma un imprenditore valuta i rischi e vede se è il caso di fare impresa. In passato imprenditori nostrani hanno impiantato nel paese tre milioni e mezzo di piantine di mele”» (Notizie Geopolitiche, 4 settembre 2014). Da mela nasce mela…

Annunci

One thought on “FOLGORATO SULLA VIA DI FERRARA E PANNELLA

  1. Pingback: FAUSTO BERTINOTTI, TRA PAPA FRANCESCO E ROSA LUXEMBURG… | Sebastiano Isaia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...