IL MONDO DI NESSUNO

ulysses_kirk_douglasPDVD_024%20

Amici, Nessuno mi vuol dominare!

Nel 2012 Charles Kupchan, uno studioso geopolitico di orientamento “realista”, pubblicò No One’s World (Un mondo di nessuno), l’ennesimo interessante saggio sui rapporti di forza tra le grandi nazioni e tra le grandi aeree geopolitiche e geoeconomiche del pianeta. Il libro è stato pubblicato in Italia con il titolo Nessuno controlla il mondo (Il Saggiatore, 2013). La tesi centrale del libro è che, finita la vecchia supremazia occidentale (tre secoli di dominio: prima di marca europea e poi di marca statunitense) ed emersi definitivamente i Paesi che un tempo appartenevano all’aria del sottosviluppo (Cina, India, Brasile, Sudafrica, ecc.), il mondo si avvia a diventare sempre più il teatro di un conflitto sistemico (economico, scientifico, tecnologico, culturale, militare) multipolare che non lascia prevedere il trionfo di una sola potenza, o di una sola macro-area geopolitica, ai danni delle altre. «L’Occidente ha certamente goduto di un lungo ed eccezionale periodo di predominio mondiale, ma questa supremazia si avvia al tramonto. Nel corso di questo nuovo secolo il potere sarà distribuito in modo più ampio su tutto il globo. Paesi che hanno vissuto a lungo all’ombra dell’egemonia occidentale si stanno trasformando in potenze di primo piano e si aspettano ora di esercitare un’influenza proporzionata al loro status». Le potenze con aspirazioni globali saranno dunque costrette a rispettarsi (leggi: temersi) e a cercare insieme, obtorto collo, punti di mediazione che possano accontentare gli interessi vitali di tutti gli attori in campo. In questo senso il mondo non è di nessuno in particolare.

Contro le vecchie tesi di Fukuyama sulla convergenza del mondo sul modello occidentale, e in polemica con il “collega” Robert Kagan che nega il declino degli Stati Uniti (almeno in termini relativi), Kupchan sostiene insomma che «Il mondo futuro esprimerà molteplici versioni della modernità, e non sarà politicamente omogeneo». Un mondo siffatto, meno strutturato e meno prevedibile di quello governato per quasi mezzo secolo dalle due note Super Potenze (in modalità Guerra Fredda/Equilibrio del terrore), si presta a previsioni non univoche. Come sempre, il “bene” si mescola al “male”, i rischi possono diventare altrettante opportunità (e viceversa), di modo che risulta praticamente impossibile separare con perizia chirurgica quello che ci piace da quello che non ci piace senza mandare in frantumi l’intero quadro. Dobbiamo portare a casa l’intera confezione, e d’altra parte il futuro è incerto per definizione. Scrive Kupchan: «Se vogliamo che questa svolta globale si compia in modo pacifico, l’Occidente e il resto del mondo in ascesa dovranno non solo raggiungere un accordo su questioni di status e prestigio internazionale, ma anche stabilire un consenso sulle regole che definiscono il concetto di legittimità e governano il commercio, la guerra e la pace». Sulla cosiddetta pace in tempo di guerra sistemica permanente ho scritto qualcosa giusto ieri.

Ma qui non intendo entrare nel merito geopolitico del libro di Kupchan; rimando la cosa a tempi climaticamente più propizi. È piuttosto sul suo titolo che adesso intendo esternare una suggestione, non so quanto fondata o forzata, osservando il mondo da una prospettiva radicalmente sociale. Ebbene, il Nessuno del titolo mi riporta alla mente le «dolci parole» che Odisseo, l’astuto «esponente della civiltà» (Adorno-Horkheimer), fece suonare all’orecchio di un Polifemo già abbondantemente “lavorato” dal vino: «Ciclope, tu mi domandi il mio nome. Ed io te lo dirò. Nessuno è il mio nome: Nessuno mi chiamano la madre e il padre e anche tutti i compagni». Come sappiamo «l’astuzia perfettissima» architettata dall’«uomo versatile e scaltro» sortì l’effetto sperato: «Amici», gridò ai Ciclopi il mostro accecato in cerca di aiuto, «Nessuno mi vuol uccidere per via d’inganni e non con la forza».

Lascio Odisseo alle sue perigliose avventure e mi chiedo: e se Nessuno fosse il nome che il Dominio capitalistico si dà per ingannare il mondo? E se il mondo fosse davvero di Nessuno?

Tre esempi presi a caso dalla cronaca: 1) Pechino in crisi svaluta la divisa cinese. Crollano le borse occidentali. Si teme una nuova guerra delle monete. 2. Il governo Giapponese riapre le centrali nucleari chiuse dopo il disastro di Fukushima. «Il Premier Abe ritiene l’energia atomica essenziale per ridare slancio all’economia del Giappone». 3. Atene assediata da creditori, disoccupati e immigrati. Qui mi fermo, perché l’elenco che potrei fare è fin troppo lungo. Ora, mentre negli esempi da me posti sul tavolo della riflessione l’analista geopolitico vede soprattutto la zampa del Leviatano politico, io al contrario vi vedo soprattutto all’opera Nessuno, l’impalpabile Moloch che, «in ultima analisi», detta Legge anche al Politico.

 

Per approfondire la conoscenza del mio punto di vista “geopolitico”:

Il mondo è rotondo
Sul concetto di imperialismo unitario

Annunci

6 thoughts on “IL MONDO DI NESSUNO

  1. L’impalpabile Moloch è l’armata del progresso industriale, con i suoi gerarchi ed i suoi coscritti: lavoratori e riservisti. Il resto è terreno di rapina. Isaia resta il miglior analista della realtà geopolitica. Buon Ferragosto

  2. Eccellente! E’ infatti nella oscura ambiguita’ del tutti e del nessuno che si legittima la crudelta’ del Dominio (senza fine?). E’ come se tutti siamo disciolti in questo assolutamente niente/nessuno. Esiste in Italiano una parola simile all’Inglese “None” che definisce in modo “ambiguo” sia niente che nessuno? Insomma, il senso e’ che la merce, di cui e’ parte anche l’uomo non ancora uomo, si pone come fenomeno del tutto, e la merce non e’ solo la sua apparenza oggettiva, e’ un processo. Posso spararti con le pallottole del marketing e uccidere ogni tua capacità di comprendere la tua miserabile condizione, ma nelle desolate periferie [condizioni sociali] di questo Sistema Mondo dominato, quelle pallottole diventano pallottole vere e proprie e perfino bombe. Non vi e’ latitudine immune, la strage continua, e’ un mondo meraviglioso!! Mi unisco agli auguri di Buon Ferragosto.
    Keep up the good fight (la parola work e’ cosi avvilente!!)

  3. Pingback: DA CHERNOBYL A TIANJIN | Sebastiano Isaia

  4. Pingback: IL POTERE IN TASCA (III) | Sebastiano Isaia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...