PERLE POPULISTE SUL TERREMOTO

Terremoto-03-700x278Carlo Freccero alla festa del Fatto Quotidiano:

«Quando sento dire che la catastrofe produce Pil, che la ricostruzione post terremoto può diventare una grande opportunità economica, io provo schifo, schifo, schifo [applausi]. La colpa di questa tragedia non è della casta, dei politici corrotti che rubano i soldi dei cittadini; no, il problema è più complesso. La colpa è del sistema economico basato sui bilanci che devono quadrare, sui guadagni, sui dettami dell’Europa [applausi]. Questo sistema fa sì che la vita non conti un cazzo! [Applausi vivissimi]. È venuta l’ora di dire basta a questo sistema. [Allude forse al Capitalismo? Non sia mai!]. Ben venga la tanto vituperata economia regolata di una volta!».

Perché, una volta le vittime del terremoto se la passavano meglio? Una volta la bieca “logica del profitto” non produceva, oltre che sfruttamento, miseria sociale-esistenziale e quant’altro, anche catastrofi che poco avevano a che fare con terremoti, smottamenti, alluvioni, esondazioni, naufragi, ecc., ecc., ecc.; e che invece molto a che fare avevano appunto con quella «cupidigia» capitalistica denunciata sabato scorso perfino da Marchionne (della serie: da che pulpito)? L’accenno ai «dettami dell’Europa», poi, la dice lunga sulla sensibilità sovranista del noto intellettuale “prestato” alla Rai. Ancora un poco, e qualcuno dirà anche a proposito di probabili calamità più o meno “naturali” che dovessero abbattersi sul Paese: «La colpa è dei tedeschi!» Un bel passo avanti rispetto all’antico: «Piove, governo ladro!».

«I buoni sentimenti sono un grande strumento di marketing», ho letto da qualche parte a commento del commovente moto solidaristico che sta vedendo protagonisti molti cosiddetti vip; e ogni occasione è buona per il Sovranista-Statalista per tessere sperticate lodi al mondo com’era prima del terremoto geopolitico del 1989.

Ci si può, infine, indignare per frasi che si limitano a rispecchiare una realtà che alcuni fanno finta di non prendere sul serio solo a fini propagandistici? Mi rendo conto: nella domanda è implicita la risposta. Anche oggi l’ho scritto: il cinismo non è tanto nelle parole che esprimono la cosa, ma nella cosa stessa. E la Cosa oggi si chiama Capitale, il quale, come spiegava il terremotato di Treviri, è in primo luogo un rapporto sociale di dominio e di sfruttamento che genera catastrofi d’ogni tipo, a partire da quella che vede i tipi come Freccero raccogliere il consenso delle “larghe masse”. Questa farsa è davvero una tragedia!

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