LA CARTA DEL POPOLO TI LIBERA DALLE CATTIVE TENTAZIONI

Si precisano i contorni politici, finanziari ed etici (sic!) del cosiddetto Reddito di cittadinanza, che qualche radicalchic con la puzza sotto il naso e con le tasche piene di quattrini (insomma chi scrive!), aveva ribattezzato Reddito di sudditanza. La realtà ha scavalcato (a “sinistra” o a “destra”?) ogni più settaria denigrazione di quella originalissima misura sociale: infatti, nelle intenzioni dei pentastellati il Leviatano che dà al cittadino povero qualche briciola in cambio di consenso politico e di sudditanza sociale, deve rivendicare la possibilità di controllare in ogni suo aspetto il destino di quella briciola: come, dove e quando essa sarà usata. E devi usarla subito e tutta, quella briciola, perché se non lo fai, se non dai una mano alla Patria che ha bisogno come il pane di innescare un virtuoso circolo keynesiano («L’obiettivo è spendere nei negozi sul suolo italiano perché vogliamo iniettare nell’economia italiana 10 miliardi di consumi»), essa ti verrà revocata immediatamente. Chi si aspettava di poter ricevere dallo Stato del denaro contante da poter usare senza restrizioni, e magari da mettere in cascina per gli acquisti urgenti di domani (perché nessuno si fa illusioni sul futuro immediato, soprattutto nel Mezzogiorno), deve rimanere deluso. D’altra parte, anche il cosiddetto Reddito di inclusione funziona con la Carta elettronica prepagata.

COMPRA ITALIANO CON LA CARTA DEL POPOLO!

Il controllo sociale sarà dunque totale, di stampo cinese, oserei dire. Ecco cosa ha dichiarato il Deputato del Popolo Luigi Di Maio: «Noi faremo una cosa molto semplice con l’aiuto delle tecnologie: il reddito sarà erogato su una carta e questo permette la tracciabilità, non permette l’evasione o spese immorali con quei soldi e quindi permette di utilizzare questi soldi per la funzione per cui esistono, vale a dire assicurare la sopravvivenza minima per l’individuo». Ma cittadino povero che aspiri al Reddito di cittadinanza, cosa ti sei messo in testa: ricordati che sei un pezzente e che devi comportati come tale! «Ma almeno le sigarette…». No, le sigarette non rientrano tra i beni di prima necessità e poi fanno male, lo sanno tutti. Deputato del Popolo lei che dice? «È chiaro che se vado con quella carta a comprare un gratta e vinci o anche le sigarette o a comprare dei beni non di prima necessità la carta non funziona. Grazie alle tecnologie, che ci sono da venti anni, è possibile disattivare il servizio in alcuni negozi». Benedette tecnologie! Qualcuno ne parla male, è incredibile! «Gratta e vinci e sigarette no, ma una bottiglia di vino?» Puoi bere del vino, caro cittadino indigente, ti è concesso, fa parte della nostra italianissima dieta, ma devi farlo con moderazione: lo Stato ti vuole sobrio, sempre pronto e vigile sulla trincea del lavoro. Naturalmente deve essere vino prodotto dalla nostra amata terra, e soprattutto non deve essere vino francese: potrebbe anche essere vino avvelenato, perché i francesi non sono solo antipatici, ma sono anche invidiosi dei nostri successi, e infatti ci vogliono creare problemi nella nostra Quarta sponda. Giù le mani dalla Libia!

«Va bene, Tripoli bel suol d’amore. Ma come la mettiamo con i profilattici? Possiamo comprarli con la Carta del Popolo?» No! «Ma il Deputato del Popolo Baroni aveva detto, testualmente: “metti il Reddito di cittadinanza in Italia e vedi come iniziano a trombare tutti come ricci”. Continuo: “Col Reddito possiamo uscire a mangiare una pizza e quando torniamo si fa un incontro amoroso”. Qui c’è il rischio di un’incontrollabile esplosione demografica! I profilattici sono indispensabili, è evidente». Nient’affatto! E poi il Paese ha bisogno di braccia italiane, qui corriamo il rischio di finire in un irreversibile declino demografico che ci obbligherà ad aprire le porte ai lavoratori stranieri. E poi, chi lo controlla più Salvini?!

«Parlando della tracciabilità degli acquisti, Laura Castelli [Sottosegretario all’Economia] ha chiarito che “nessuno controlla i cittadini, la cosa è diversa, stiamo dicendo che tracciare gli acquisti su una misura che serve ad aiutare le persone in difficoltà, che hanno perso il lavoro, serve per capire se faranno certi tipi di acquisti, di necessità. Non stiamo dicendo che li controlliamo”». Adesso capisco e mi sento più sereno. Si fa male a essere prevenuti, lo riconosco e faccio autocritica! Autocritica del Popolo, è chiaro. Riprendo la citazione: «Ma», lo sapevo, c’è un maledetto ma! «Ma qualora ci fossero delle stranezze, questo permetterebbe alla guardia di finanza di verificare se quella persona sia davvero in condizione di necessità. Se per tre mesi con il reddito di cittadinanza vai all’Unieuro un controllino la Guardia di Finanza lo fa» (Ansa). Vai retro Unieuro! E poi, che dobbiamo intendere per «stranezze»? Qui c’è il rischio di vedersi arrivare in casa Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia e Vigili Urbani solo per aver acquistato una palla da tennis: «Ci dispiace, ma l’articolo da Lei acquistato è non solo superfluo ma di produzione non italiana. Vogliamo foraggiare la concorrenza estera con i nostri soldi?». «No, ci mancherebbe, viva i prodotti italiani, si capisce, sempre viva, sempre, ma lasciatemi la Carta! Anzi datemi il contante, è più semplice da spendere!» Ti piacerebbe! La fai troppo facile e troppo comoda, caro cittadino sussidiato. In fondo il Governo del Popolo ti chiede un minimo d’impegno, un minimo di etica e di patriottismo consumistico, non lamentarti! La Carta del Popolo scotta forse come la moneta falsa o come quella rubata? La Carta elettronica del Popolo quantomeno ci ripara dalle maligne tentazioni; essa di certo non puzzerà mai di sterco: vade retro contante!

Chi perde il diritto al Reddito del Popolo per acquisti eticamente scorretti potrà riaverlo frequentando un corso accelerato di riabilitazione etica? Questo ancora non è dato saperlo.

Per il premio Nobel Muhammad Yunus, ideatore nel 2006 della cosiddetta Banca dei poveri, «Il reddito di cittadinanza rende più poveri. È la negazione dell’essere umano, della sua vitalità, del potere creativo. Il reddito di cittadinanza crea una dipendenza: non si usano più le proprie personali capacità, ma si dipende da soldi che arrivano da altri» (Il Foglio). Caro Yunus, è la società capitalistica presa in blocco che rappresenta la negazione dell’essere umano; cercare di essere in qualche modo utile a questa società è un’ambizione suscitata dal Demonio, pardon, dal Dominio – capitalistico. Poi, sul terreno degli interessi capitalistici (anche nazionali), il premio Nobel ha ragione da vendere, e non a caso oggi il leghista Roberto Maroni lo usa contro l’assistenzialismo pentastellato (e contro il suo capo Matteo Salvini, accusato di voler meridionalizzare la Lega): «Yunus dice cose che qui al nord sono condivise da tanti: imprenditori, lavoratori dipendenti e autonomi, giovani startupper, millennial pronti alla sfida del futuro. Parole condivise anche da me, naturalmente, e pure da tanti leghisti. A Yunus darei l’Ambrogino d’oro». Personalmente darei l’Ambrogino d’oro a molti, Maroni incluso, ma sulla capa! E poi di corsa a vendere l’aureo riconoscimento, per mettere in saccoccia un po’ di sterco del Demonio da spendere come meglio credo.

Perversioni popolari!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...