EUROPA FIRST? SIC! ITALIA FIRST? STRASIC!

A che punto è la notte?

Giustamente gli europeisti di “destra” e di “sinistra” accusano i partiti sovranisti del Vecchio Continente di essere «miopi vassalli» al servizio, che ne abbiano coscienza o meno, delle «potenze imperiali», ossia di Stati Uniti, Cina e Russia. Per «contrastare lo strapotere delle potenze imperiali», sostengono gli europeisti d’ogni tendenza, occorre «recuperare il sogno originario», messo in soffitta dagli egoismi nazionali che sono riesplosi come «sbagliata» risposta ai problemi sociali posti dalla crisi economica internazionale scoppiata undici anni fa. Insomma, i «popoli d’Europa» devono rimettersi sulla buona strada che porta agli Stati Uniti d’Europa, la sola possibilità che avrebbe il nostro Continente per non continuare a recitare il triste e umiliante ruolo del vaso di coccio tra vasi di ferro.

Per carità: non dite agli europeisti, di “destra” e di “sinistra”, che un polo imperialista europeo “finalmente” unificato non rappresenterebbe alcun un progresso per «la pace, il lavoro (salariato, cioè sfruttato), l’integrazione, i diritti umani, l’ambiente, la democrazia»! Potrebbero mettervi nello stesso sacco dei sovranisti e dei servi sciocchi «delle potenze imperiali».

Scrive Slavoj Žižek: «È talmente piena di pericoli questa nuova situazione, che si apre per l’Europa un’occasione unica: impegnarsi nella formazione di un nuovo sistema economico globale che non sarà più dominato dal dollaro americano come valuta globale. Nell’economia globale è guerra, dunque è tempo di misure estreme. L’Europa dovrebbe essere consapevole che non si può tornare alle condizioni esistenti prima di Trump. Per infliggere a Trump il suo giusto castigo è necessario un ordine mondiale davvero nuovo. Né la Russia né la Cina lo possono creare, sono all’interno dello stesso gioco di Trump, parlano lo stesso linguaggio dell’‘America (Russia, Cina) first’» (Come un ladro in pieno giorno). Morire, quantomeno metaforicamente, per gli Stati Uniti d’Europa, dunque? Ecco la mia “classica” risposta: trasformare l’attuale competizione imperialistica sistemica (economica, tecnologica, scientifica,ideologica, geopolitica) in lotta di classe “a 360 gradi”! Ognuno coltiva il sogno che più gli aggrada…

La realtà è che tutte le «potenze imperiali», compresa l’Europa unita e federale auspicata dagli europeisti, parlano lo stesso disumano linguaggio: quello del Dominio sociale capitalistico. Ma questa è una materia estranea al sofisticato pensiero degli “internazionalisti europeisti”.

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