LA RADICE DI OGNI MALE…

«Gli ebrei sono la radice di ogni male»: è difficile concepire un pensiero che sia più semplicistico, banale (anche nel senso datone da Hanna Arendt), riduttivo, definitivo, totalitario, irrazionale, oltre che, ovviamente, falso, e proprio per questo potentemente attrattivo per non poche persone, e certamente espressivo di una condizione sociale e umana che ci riguarda tutti. Nella testa di qualcuno gli ebrei sarebbero dunque alla base non di un solo problema, o solo di alcuni problemi, ma di tutti i problemi: dalla crisi economica alla disoccupazione, dall’immigrazione all’emigrazione (vedi lo spopolamento di alcune città della Germania orientale), dall’ascesa dell’islamismo nell’Occidente – già – cristiano al declino del potere maschile sulle donne e sui figli, dalla perdita di ogni genere di identità (nazionale, religiosa, sessuale, culturale, ecc.) alla globalizzazione del mondo, e molto altro ancora. Una sola risposta da dare a tutti i problemi: un’assoluta economia di pensiero che evidentemente sorride all’anoressica coscienza di non pochi giovani moralmente e psicologicamente avvelenati da una società fin troppo complessa e difficile da decifrare, e che soprattutto li spinge ai margini, promettendo loro un futuro ancor più complicato, indecifrabile, grigio e misero.

Solo in pochi ce la faranno a emergere dal buco nero della miseria esistenziale: la gran massa di quei giovani dovranno accontentarsi di poco, o di pochissimo, in una società che invece sembra poter offrire tutto a tutti – basta avere soldi da spendere, si capisce. Uno su mille ce la fa! E chi non ce la fa come razionalizza la cattiva cosa? Ad esempio così: «Non ditemi che la causa del mio fallimento abita in me, non potrei sopportarlo! E non datemi problemi che non posso risolvere: datemi piuttosto una risposta a tutti i miei problemi, e che sia una risposta semplice da capire e da comunicare agli altri, agli amici, ai parenti, a chi condivide la mia stessa pessima condizione». In giro circolano molte risposte in grado di soddisfare questa richiesta; una di queste dice appunto: «Gli ebrei sono la radice di tutti i mali»: più semplice di così!

La radicalizzazione del Male ha mille aspetti, ma in genere noi non ne abbiamo la minima contezza nemmeno quando la cosa fa scorrere del sangue, non importa in quali quantità e sotto quali “giustificazioni”. In fondo un po’ tutti aneliamo alle facili spiegazioni. Probabilmente l’economia di pensiero è la cifra più caratteristica di un mondo sussunto sotto le totalitarie esigenze dell’economia capitalistica. Questo sempre a proposito della radice di ogni male

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3 pensieri su “LA RADICE DI OGNI MALE…

  1. Carissimo Sebastiano mi intrometto nuovamente dopo tempo a commentare sul tuo blog sempre molto intelligente e acuto. Giusto stamattina con un amico discutevamo di questi argomenti e varie derive complottiste tutte figlie della stessa condizione inumana in cui sopravviviamo. Esperti dicono dovuto allo scadere dei valori nella società, degrado culturale, social media e via fino a rinverdire i bei tempi dove stavamo meglio quando stavamo peggio. Fenomenologia passatista e depistaggio intellettuale che non risale alla causa, o alla Cosa! Intanto, da queste lande che un tempo vantavano gloria, ci si prepara a una dura Brexit. Ovvero, meet the new boss same as the old boss… Qualcuno dice pure peggio!! Visto che ci siamo metto su Won’t get fooled again. Certo ci lasceremo prendere per scemi ancora e ancora ma il buon rock ha il potere di farti sentire per qualche minuto in un posto migliore… Live it up and good life!!

    • Ciao Bob! Che piacere rileggerti! Non c’è dubbio, il vecchio e caro Meet the new boss same as the old boss svolge ancora ottimamente il suo sporco lavoro per conto della conservazione. Come esorcismo all’inganno sempre incombente The Who vanno benissimo: ottima scelta! Ti auguro una eccellente vita, Brexit morbida o dura che sia. Live it up and good life!

  2. Pingback: LA PRIMA RADICE | Sebastiano Isaia

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