GRETA THUNBERG BULLIZZATA DAL REGIME CINESE

«Da qualche giorno Greta Thunberg litiga col regime comunista [leggi: Capitalista/Imperialista] cinese sull’ambientalismo. Tanto che da Pechino si rinfaccia all’attivista svedese dell’ecologismo catastrofista di essere ingrassata mangiando carne, mentendo sulla sua adesione a una dieta vegetariana, meno impattante sull’ambiente rispetto a un’alimentazione carnivora. Il giornale governativo China Daily, con un articolo di Tang Ge, ha attaccato Greta: “Anche se dice di essere vegetariana, giudicando dai risultati della sua crescita, le sue emissioni di carbonio devono essere in realtà non basse”. Tang ha inoltre ironizzato definendola “principessa ambientalista”. Greta ha ribattuto sui social: “Essere insultata sul grasso (“fat-shamed”) da parte dei media di Stato cinesi è una strana esperienza perfino per i miei standard. Ma in fin dei conti è entrato a far parte del mio curriculum”. Tutto era iniziato la settimana scorsa, quando la ragazza aveva criticato la Cina per i suoi effettivamente altissimi livelli d’inquinamento, scrivendo su Twitter: “La Cina è ancora considerata in via di sviluppo, ma non è una scusa per rovinare il futuro. Non possiamo cambiare le cose se la Cina non cambia corso”».

«Ai cinesi non è andato giù anche il fatto che la Thunberg sia stata invece morbida sulla decisione del Giappone di scaricare in mare l’acqua radioattiva della centrale atomica di Fukushima. Perciò, altri commentatori di Pechino, come Wuhe Qilin, del Sina Weibo, hanno definito la ragazza “pupazzo delle potenze occidentali”. Che la Cina sia con gli Usa fra i massimi inquinatori, è vero. Ma Greta critica con toni apocalittici senza proporre soluzioni, tanto che lo psicologo [!] norvegese Per Espen Stoknes l’ha criticata consigliandole di parlare “per il 75% di soluzioni al problema e solo per il 25% di evocare i rischi”. In sostanza, il contrario di quanto fa la Thunberg» (Libero Quotidiano).

Nel mio infinitamente piccolo propongo questa modestissima soluzione al problema: farla finita con il Capitalismo mondiale. Lo so, si tratta di una soluzione apocalittica, ma il realismo non è mai stato il mio forte. Me lo dice anche il mio psicologo di fiducia – no, non è norvegese. I tifosi nostrani del Celeste Capitalismo/Imperialismo mi accusano invece di essere un «pupazzo delle potenze occidentali» perché mi accanisco contro l’escrementizio “Socialismo con caratteristiche cinesi”. E io che pensavo di non avere nulla in comune con la “principessa ambientalista”!

Rinvio ai miei post:

E se Greta avesse ragione? Rivoluzione!
L’apocalisse al tempo di Greta Thunberg
Lettera di un anticapitalista a Greta Thunberg

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