LA SITUAZIONE SARÀ PURE TRAGICA MA DI CERTO NON È SERIA

Essere come Socrate…

«Ho fatto il vaccino, sei costretto a farlo, alle leggi si obbedisce. I filosofi obbediscono alle leggi anche quando le ritengono totalmente folli. Socrate insegna». Così il filosofo di professione Massimo Cacciari. D’altra parte Cacciari non è mai stato un No Vax: «Chi ragiona non può essere un No Vax. Non sono contro il vaccino, sono contro l’obbligo», disse il Nostro qualche tempo fa. È quindi sciocco, per non dire altro, accusare di incoerenza il noto personaggio, e che a farlo siano tanto i No Vax quanto i Sì Vax (ossia gli opposti fanatismi ideologici intorno alla questione vaccinale)mi rafforzano nel giudizio che ho avuto modo di esprimere in questi mesi: trattasi di due facce della stessa disumana medaglia.

Per me non si tratta affatto di una questione di coerenza, tutt’altro. Io che filosofo non sono, di nessuna specie, ho fatto il vaccino per paura di beccarmi la malattia Covid-19, di infettare gli altri, a cominciare dai miei cari, e perché costretto dalle necessità che incombono soprattutto sui nullatenenti – ai quali purtroppo appartiene chi scrive queste righe. Sorvolo sugli insegnamenti, veri o presunti, di Socrate non per ignoranza della materia (studio filosofia da quando avevo quindi anni), ma per «democrazia cristiana», come avrebbe detto il grande Totò. Insomma, stendo un velo pietoso sulle “colte” argomentazioni fornite da Cacciari per giustificare una “scelta” che non contraddice affatto la critica più radicale dello stato di emergenza, dell’obbligo vaccinale e del Green Pass usato come strumento di controllo sociale, di divisione e di discriminazione. E quando scrivo «critica più radicale» non intendo certo riferirmi alla posizione assunta da Cacciari e da Agamben sulla politica sanitaria praticata dal governo negli ultimi due anni pandemici; chi si batte nel nome dello “Stato di diritto” (borghese) e della Costituzione (borghese) non solo non sfiora col pensiero la radice del problema, ma all’opposto contribuisce a occultarla, con quel che necessariamente ne segue sul terreno strettamente politico. Il problema, per come la vedo io, non è (non è mai stato) vaccinarsi o non vaccinarsi, ma cogliere la natura sociale della crisi capitalistica mondiale che chiamiamo Pandemia, e leggere alla luce della fondamentale (dirimente) acquisizione che ne segue la strategia governativa intesa a gestire i fenomeni e le contraddizioni sociali, di breve e di lungo periodo, generati da questa crisi sistemica. Come sempre, teoria e prassi sono intimamente e necessariamente collegate; sono l’una la forma trasformata dell’altra. Quando parlo di «prassi» intendo alludere alla politica che l’anticapitalista può realisticamente svolgere nelle pessime condizioni attuali, cosa che non induce all’ottimismo chi ha in odio questa società; ma quel poco che l’anticapitalista oggi può fare non contraddice affatto i presupposti analitici sopra evocati, beninteso se egli intende mantenersi sul terreno dell’anticapitalismo.

Ecco perché alla “follia” delle leggi l’anticapitalista oppone, tutte le volte che ne ha la possibilità, la lotta ideale e politica, non la “socratica” (meglio, cacciariana!) obbedienza. Ma stiamo appunto parlando dell’anticapitalista, non del filosofo di professione.

La predica dell’ex guru con caratteristiche orwelliane

«Essere soggetti a controlli del governo centrale, e ancor più a trattamenti sanitari obbligatori evoca immagini orwelliane che pesano molto psicologicamente». Così il comico di professione Beppe Grillo, il quale peraltro loda la strategia militarista cinese chiamata Covid zero: guerra senza quartiere all’infezione senza alcun riguardo per la vita delle persone, sacrificabili sul terreno degli “interessi generali” – cioè degli interessi del Capitale e del Partito-Stato. Com’è noto, l’ex guru dei pentastellati è un simpatizzante (tutt’altro che solitario!) del regime con caratteristiche orwelliane centrato sulla dittatura del Partito Capitalista Cinese. Tra l’altro il Blog di Grillo nel recente passato ha più volte “relativizzato”, quando non negato apertamente, la repressione degli uiguri attuata da Pechino nello Xinjiang; repressione attuata con mezzi tecnologici che ricordano molto da vicino il mondo orwelliano. Quando si dice da quale pulpito viene la predica…

Post Scriptum

L’atteggiamento ostile, denigratorio, e punitivo contro chi non vuole vaccinarsi ha avuto l’effetto di accrescere l’ostilità, comunque motivata, dei cosiddetti No Vax. Il No Vax costretto a vaccinarsi non solo non si convertirà al “pensiero scientifico”, ma vivrà la vaccinazione come una violenza portata direttamente sul suo corpo, e questo lo rafforzerà nella convinzione che anche la scienza collabora con “il Sistema”, con i “Poteri Forti”, con le forze del male unite in un complotto di dimensione planetaria. Con la forza non si convince nessuno, mentre si contribuisce ad accrescere il risentimento, la rabbia, il vittimismo, l’odio e il settarismo di chi vive come un’inaccettabile ingiustizia un ordine calato dall’alto – ancorché emesso per il suo bene… «Ciò che non mi uccide, mi rafforza»: è questo il sentimento di chi si sente in lotta contro qualcuno o qualcosa.

I sacerdoti del Sacro Vaccino hanno di fatto messo molti dei cosiddetti No Vax nelle condizioni di percepire la vaccinazione come un tradimento della causa, come una vergognosa sconfitta, come una resa incondizionata dinanzi al nemico, e quindi si comprende bene che è difficile chinare la testa dinanzi a chi, con la bava scientista e statalista alla bocca, non aspetta altro che di ridicolizzarti e crocifiggerti per il godimento del pubblico mediatico: «Ma guarda, aveva detto che non si sarebbe vaccinato mai. Bella coerenza! Ammetti almeno che hai avuto sempre torto marcio. Vogliamo l’autocritica!». D’altra parte la radicalizzazione del No Vax è molto funzionale, sia sul piano mediatico (la miserabile gazzarra No Vax versus Sì Vax si vende bene) che su quello politico (leggi costruzione del capro espiatorio). Le vittime di questa Pandemia pesano anche sulla coscienza (posto che ne abbiano una) di quei zelanti sacerdoti al servizio del dominio sociale capitalistico.

Si può obbedire alle leggi per costrizione, non per convinzione, e rinviare la resa dei conti a tempi migliori.


Un pensiero su “LA SITUAZIONE SARÀ PURE TRAGICA MA DI CERTO NON È SERIA

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