CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

guerre-en-ujraineL’orrore… l’orrore ha un volto… e bisogna essere
amici dell’orrore. L’orrore e il terrore morale ci
sono amici. In caso contrario diventano nemici
da temere (Apocalypse Now).

Accusare un uomo di omicidio quaggiù era
come fare contravvenzioni per eccesso di
velocità alla 500 Miglia di Indianapolis
(Apocalypse Now).

La guerra imperialista è oltremodo odiosa, ma non meno odiosa è l’ipocrita propaganda che i suoi diversi “attori” sparano contro la cosiddetta opinione pubblica nazionale e internazionale. La guerra è un “crimine contro l’umanità” in se stessa, in quanto tale, per definizione, e aggettivarla in qualche modo (“sporca”, ad esempio) risponde più che altro alle esigenze propagandistiche di cui sopra: “sporca” è sempre la guerra degli altri, dei nemici di turno, mentre la “nostra” guerra è sempre una guerra (o “Operazione Militare Speciale” che dir si voglia…) sostenuta da nobili e altamente etici motivi.

Che la guerra moderna abbia come suo obiettivo primario il massacro della popolazione civile per costringere il nemico alla resa incondizionata, o l’allontanamento da un Paese di un particolare gruppo umano (etnico, linguistico, politico, culturale) che ostacola il perseguimento di determinati interessi (spingendolo verso  una nuova patria, magari fatta di fosse comuni e forni crematori…), ebbene questa è una mostruosa verità confermata dai conflitti, mondiali e regionali, dell’ultimo secolo. Il massacro dei civili, lo stupro, il genocidio, lo sterminio generalizzato, la vendetta privata: tutto questo rientra perfettamente nella logica della guerra moderna; logica che prevede che siano i vincitori a stabilire le ragioni e i torti, a costruire cioè il quadro di legalità da applicare al bagno di sangue. La guerra ha le sue ferree regole, e quelle non scritte, per ragioni facilmente intuibili, non sono meno cogenti e funzionali al perseguimento di un determinato obiettivo di quelle scritte e sbandierate come dimostrazione di civiltà anche nel contesto di eventi “incresciosi”.

Come sempre, non si tratta di giustificare un bel niente: si tratta piuttosto di capire. Cinico è il dominio sociale capitalistico, non chi si sforza di denunciarne la disumana fenomenologia senza affettare pose di “sensibilità umana” che appaiono tanto più false quanto più sono esibite.

L’orrore ai miei occhi non ha solo il volto della guerra, ma anche il volto della cosiddetta pace che prepara le guerre e i conflitti sociali d’ogni tipo. Ecco perché mi fa orrore la – falsa – alternativa fra pace capitalistica e conflitto armato: due facce della stessa medaglia.

L’indignazione disarmata di coscienza critica, incapace di cogliere la radice storica e sociale (e non puramente geopolitica) dei conflitti armati, prodotti particolarmente nefasti della più generale guerra sistemica (economica, tecnologica, scientifica, geopolitica, ideologica) che noi accettiamo con un realismo (fatalismo?) degno davvero di miglior causa; questa indignazione, dicevo, se può darci l’illusione di “stare dalla parte giusta della storia”, come si usa dire di questi tempi, conferma soprattutto la nostra impotenza nei confronti di potenze sociali che non controlliamo e che anzi subiamo come fossero creazioni della cieca natura o la manifestazione di entità aliene di qualche tipo – il cosiddetto “complottismo” è una delle tante forme che assume questa impotenza: per questo chi si diverte a ridicolizzarlo senza ricondurlo alle sue reali cause sociali, mostra di brancolare nella stessa indigenza “cognitiva” che riscontra nel “complottista”.

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10 pensieri su “CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

  1. DISERTARE È GIUSTO!

    Mentre l’esercito russo completa l’opera di annientamento della popolazione di Mariupol (e gli “esperti” nostrani si dividono su come classificare il massacro: crimine di guerra o genocidio?), il famigerato reggimento Azov (che per me sarebbe famigerato anche se “battesse” bandiera stalinista o “democratica”) si esibisce nella sparata propagandistica che segue:

    «Gloria all’Ucraina!Ieri ci siamo riuniti con i valorosi combattenti del battaglione dei Marines, veri soldati, fedeli al giuramento e al popolo dell’Ucraina. Questi uomini difendono e difenderanno la città di Mariupol insieme a noi. Questi sono uomini veri che hanno scelto la via della guerra. Non chiamate eroi quei disertori che si sono arresi. Hanno scelto la via della vergogna. Quelle persone non sono eroi» (Denis Prokopenko, colonnello del reggimento Azov).

    Per chi scrive la diserzione rappresenta invece la sola via di fuga possibile ed onorevole che rimane a chi non vuole morire e non vuole uccidere. Magari si potesse trasformare la diserzione in una rivoluzione sociale! Dall’Italia non posso che esprimere il mio sentimento di solidarietà politica e umana alla popolazione assediata e violentata dell’Ucraina e ai militari, russi e ucraini, che sono costretti a servire la Patria, ossia il Moloch assetato di profitti, di potere e di sangue.

    Contro l’imperialismo russo! Contro il nazionalismo ucraino! Contro l’imperialismo statunitense, europeo (italiano, in primis) e cinese!

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