IL CAPITALISMO ORGANICO CON CARATTERISTICHE CINESI

internal-organs-front-view-18825416La pratica Falun Gong è davvero efficace, almeno per ciò che riguarda la salute degli organi interni del nostro corpo. Ogni scetticismo su questa pratica ginnico-spirituale è perciò privo di fondamento, e chi ha dei dubbi sull’argomento può rivolgersi al regime turbocapitalista cinese. Infatti, gli organi interni (soprattutto cuore, fegato, reni e cornee) dei praticanti dello Falun Gong sono particolarmente apprezzati nell’assai redditizio mercato nero cinese degli espianti*. Nero, beninteso, per modo di dire.

nn1Il Capitale cinese tratta il corpo dei mal capitati alla stregua del maiale: non butta via niente. E i mal capitati sono appunto molti Falun Gong, ma anche Uiguri e Tibetani finiti nelle celesti prigioni della Cina per concludere tra stenti e torture i loro giorni su questo inferno terrestre. «Se incutere paura al popolo è il primo scopo delle esecuzioni, il secondo è l’espianto di organi freschi a scopo di vendita, spesso senza il consenso delle vittime o dei parenti. Migliaia di fegati, reni e cornee cinesi sono immessi nel mercato internazionale del traffico di organi, anche via internet. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, il 95% viene dai corpi dei condannati a morte. Il governo cinese ha sempre negato queste accuse. Solo nel novembre del 2006 un altissimo funzionario del Ministero per la Salute, Huang Jefu, ha riconosciuto, durante una conferenza di chirurghi a Guangzhou, che “a parte un piccolo numero di vittime di incidenti di traffico, la gran parte di organi espiantati viene da prigionieri uccisi”» (da Laogai RFIO). D’altra parte, perché sprecare un capitale umano che altrimenti andrebbe in malora? Quanto a razionalità scientifica il Capitalismo con caratteristiche cinesi non teme il confronto con nessun altro Capitalismo.

«Come aveva potuto arrivare la Cina al punto in cui il Partito comunista stava uccidendo i praticanti del Falun Gong per i loro organi? Parte della spiegazione si trova nell’enorme quantità di soldi che si poteva ricavare dalla vendita dei trapianti, dal turismo dei trapianti in Paesi con una valuta forte e anche dai ricchi cinesi» (David Matas, «avvocato internazionale per i diritti umani», EpochTimes, 10 luglio 2013). Insomma, business as usual.

img1Scriveva La Repubblica del 27 agosto 2009: «Un colpo di pistola alla nuca del condannato e dottori ad aspettarne il corpo in ambulanza per affrettarsi a rimuoverne cuore, reni e fegato una volta certificatane la morte: è così che avvengono due operazioni di espianto degli organi su tre in Cina. Dopo anni di sospetti e denunce, ad ammettere per la prima volta l’ampiezza del fenomeno è stato lo stesso viceministro della Sanità Huang Jiefu annunciando al quotidiano China Daily un nuovo programma nazionale di donazione degli organi che contrasti il mercato nero e rispetti al contempo i diritti dei detenuti nel braccio della morte». Ora si viene a sapere che la produzione industriale di organi Made in China continua come e più di prima. Che scandalo! Mi correggo: che Capitalismo! Un capitalismo davvero con i controfiocchi, alla faccia di chi si ostina a vedere nella Cina qualcosa di diverso dagli odiati Stati Uniti: urge un bel trapianto di cornea, o di cervello. Ma a quanto ne so ancorché cinese il cervello non può essere trapiantato nella testa vuota dei filocinesi. Che peccato!

«Ricordiamolo, nella Cina capital-marxista oggi il nuovo Dio è il Denaro» (Laogai RFIO). Io invece ricordo al lettore la mia tesi centrale sulla Cina moderna: da Mao in poi non un solo atomo di “marxismo”, né teorico né pratico, ha allignato nel grande Paese asiatico**.

«Alla fine degli anni Novanta in Cina vi erano quasi 100 milioni di praticanti del Falung Gong, inclusi numerosi gerarchi del partito. Il Partito Comunista, però, non poteva accettare il fatto che, dopo 40 anni di martellante indottrinamento marxista [perdonali Karl, non sanno quello che scrivono!], ancora tante persone ricercassero altrove una guida morale e spirituale. Jang Zemin, perciò, iniziò dal 20 luglio del 1999 una persecuzione efferata contro i praticanti del Falun Gong. Da allora i Falung Gong vengono arrestati, imprigionati nei campi di lavoro forzato, i laogai,  uccisi, e i loro organi espiantati e venduti sul mercato internazionale degli organi» (Laogai RFIO). L’ennesima orribile pagina del Libro Nero del Capitalismo mondiale.

* «Per chi ha lo stomaco forte, il rapporto dell’OMS prosegue citando il mercato cinese degli organi umani ufficialmente “donati” dai condannati a morte (12.000 reni e 900 fegati solo nel 2005) ma, di fatto, venduti a caro prezzo ad altri facoltosi cittadini cinesi o pazienti esteri disposti a pagare pur di non attendere una donazione legale. Secondo gli esperti dell’OMS, sul mercato cinese è possibile procurarsi un rene per 60.000 dollari, ma anche un pancreas, un cuore o un polmone per circa 150.000 dollari» (Focus.it, 3 settembre 2013). Della serie Capitale ad alta composizione organica…

** Vedi L’AFRICA SOTTO IL CELESTE IMPERIALISMO e gli altri post sulla Cina, nonché lo studio Tutto sotto il cielo (del Capitalismo).